
"Per quanto riguarda la pera William, il mercato è stato attivo soprattutto verso la Francia, con prezzi positivi adattati alla domanda. Anche in questo caso, e per gli stessi motivi citati per la Abate, da 7-8 giorni i consumi si sono ridimensionati".

"Manca ovviamente il flusso della pera Abate in Russia, paese che preferiva i calibri grossi - continua l'operatore - ma Germania e Francia stanno in parte rimediando al gap con una maggiore richiesta. Soprattutto i cugini francesi hanno aumentato la domanda di calibri 70/75 e 75/80. Non è poi da sottovalutare la vendita di pere nei Paesi nord-africani, forti di una maggiore tranquillità commerciale rispetto al passato; qui vengono spediti per la maggiore calibri 60/70 lavorati alla rinfusa. Anche l'est Europa, poi, inizia ad apprezzare le nostre pere Abate".

Sul mercato estero dobbiamo confrontarci, come sempre, con le pere dei Paesi Bassi e del Belgio ma quest'anno, essendo partiti con prezzi più bassi rispetto alle annate precedenti, secondo Malfatti "siamo riusciti a entrare nei mercati esteri e a riservarci delle quote fin dall'inizio della commercializzazione. Questo comporta un maggior interesse da parte del consumatore per l'intera campagna vendite".

"Con i kiwi precoci - prosegue il trader - abbiamo fatto un buon lavoro, anche se ora, con i primi assortimenti di kiwi Hayward in Europa, si nota un lieve calo delle richieste. Per aumentare e accelerare i consumi si potrebbe insistere sul prodotto ready-to-eat (cioè a grado Brix e durezza indicati per il consumo immediato) diminuendo i tempi di attesa sulle tavole per gustare un prodotto idoneo al consumo. Anche la Grande distribuzione organizzata sembra riservare attenzione a questo aspetto".

"Il calo dei consumi in questo periodo in Italia e in Europa è comunque sopperito dall'oltremare: Canada, Stati Uniti, Paesi arabi ed Asia. Il nostro principale competitor è la Grecia ma, come succede di norma, le loro scorte finiscono nei primi mesi dell'anno nuovo. Già da gennaio 2015 la situazione dovrebbe assestarsi".
"Sul fronte delle mele, malgrado la grande offerta dalla Polonia, la varietà Gala si sta distinguendo per un buon andamento delle vendite e, visto che gli stock sono in linea con il periodo, si assiste a una tendenza al rialzo dei prezzi. Quella che soffre di più, al contrario, è la Granny Smith che, dopo aver registrato un aumento dei consumi grazie alla domanda russa, ora fatica a mantenere quel livello negli altri Paesi".

Ultima riflessione sul packaging. "La presentazione ha una sua valenza - conclude Malfatti - Stiamo verificando un certo interesse per le confezioni più piccole in generale. Per il kiwi con vassoi da 500 grammi (6 frutti) e anche cestini con coperchio per il prodotto pronto. Anche per le pere, sono apprezzate le confezioni da 2 chilogrammi con copertina per evitare manipolazioni. Ovviamente queste soluzioni più attraenti incidono maggiormente sui costi".
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