Il CSO-Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara ha aggiornato al 2013 il quadro relativo al commercio estero ortofrutticolo italiano. Le nostre esportazioni hanno raggiunto 3,6 milioni di tonnellate (-8% rispetto al 2012), totalizzando 3,8 miliardi di euro, +4% rispetto al 2012.Nello stesso anno, le esportazioni spagnole di frutta e ortaggi sono cresciute dell'11% in termini di volume, arrivando a 11,8 milioni di tonnellate e totalizzando 11,7 miliardi di euro (+7% rispetto al 2012).
Frutta frescaLe esportazioni italiane di frutta fresca hanno registrato, nel 2013, una contrazione dei quantitativi: 2,4 milioni di tonnellate in totale rappresentano infatti un 10% in meno rispetto al 2012. Alla diminuzione dei volumi è però corrisposto - osserva il CSO - un notevole aumento del prezzo medio annuo, che ha raggiunto 1,01 euro/kg (il più elevato degli ultimi anni), consentendo al valore di attestarsi su quasi 2,5 miliardi di euro, praticamente sugli stessi livelli del 2012 (+1%).
Tutto quello che l'Italia ha perduto sui mercati esteri, sembra averlo conquistato la Spagna: le sue esportazioni di frutta sono infatti cresciute del 4,5% in volume (ben 7,1 milioni di tonnellate) e dell'11% in valore (6,35 miliardi di euro).
La principale destinazione della frutta fresca italiana rimane la Germania; tuttavia la percentuale destinata a questo mercato è progressivamente diminuita dal 42% del 2002, al 28% del 2012, per poi riprendere leggermente quota nel 2013 ed attestarsi sul 30%.
Seguono destinazioni come Francia (10%), Spagna (7%) e Polonia (6%). Pressoché stabili sul 3% i volumi di frutta italiana destinati ai mercati russo e svizzero. In ascesa la rappresentatività di alcuni paesi del Nord Africa (cfr. precedenti dati dell'Osservatorio Macfrut), è il caso della Libia (dall'1% del quinquennio 2006-2010 al 3% del 2013) e dell'Algeria (che, nel 2013, raggiunge il 2%).
Nel 2013 il prodotto frutticolo italiano leader nelle esportazioni è stato l'uva da tavola, in aumento del 4% rispetto al 2012. In diminuzione invece le esportazioni di pere (-40%, dovuto al deficit produttivo), kiwi (-3%) e fragole (-14%). Bene invece susine (+28%) e albicocche (+34%).
Verso la Spagna, le esportazioni frutticole italiane 2013 vedono come principale prodotto le mele, i cui volumi registrano una crescita dell'11% rispetto al 2012, confermando così il trend in crescita. Segue in ordine di importanza il kiwi (+5%), l'uva da tavola (+15%), mentre in riduzione del 23% appaiono le esportazioni italiane in Spagna di pesche/nettarine.
Il saldo commerciale italiano nel settore dell'import/export di frutta fresca risulta ancora in attivo, ma in calo rispetto agli ottimi livelli raggiunti nel 2012. L'export di frutta supera l'import di oltre 1,1 milioni di tonnellate in termini di volume e di 1,3 miliardi di euro in termini di valore.
AgrumiLe esportazioni italiane di agrumi - osserva il CSO - ricalcano quelle della frutta fresca, con quantitativi (235.000 tonnellate) in calo del 9% rispetto al 2012, ma con un ottimo posizionamento del prezzo medio che raggiunge 0,77 euro/kg (il valore massimo degli ultimi anni, in aumento del 22% rispetto al 2012), consentendo al valore dell'export di attestarsi su oltre 180 miliardi di euro (+11% sul 2012).
Peggiora però nel complesso la bilancia commerciale, acutizzando il saldo negativo del 2012: le importazioni superano le esportazioni di quasi 200.000 tonnellate, per un valore pari a oltre 133 miliardi di euro.
Proprio dalla Spagna giungono prevalentemente le importazioni italiane di agrumi: ben oltre il 60% dei volumi acquistati dall'Italia nel biennio 2012-2013 è spagnolo. Nel 2013, in particolare, le importazioni di arance spagnole in Italia hanno raggiunto i livelli massimi (+17% rispetto al 2012), a scapito di clementine (-7%) e limoni (-22%).
Verdura frescaCon sole 930.000 tonnellate, l'export italiano di ortaggi nel 2013 ha registrato una diminuzione dell'1% sul 2012. Anche in questo caso, continua l'ascesa del prezzo medio che, nel 2013, ha raggiunto nuovamente il livello massimo di 1,23 euro/kg (+11% sul 2012).
Impietoso il confronto con la situazione spagnola: il paese iberico ha infatti incrementato le esportazioni di ortaggi del 10% in volume, totalizzando 4,6 milioni di tonnellate, per un fatturato complessivo di 4,33 miliardi di euro (+11% sul 2012).
Mentre le importazioni italiane di frutta fresca provengono prevalentemente dai paesi dell'Emisfero Sud (frutta controstagionale, esotica e banane), per quanto riguarda gli ortaggi, nel 2013 l'Italia ha importato principalmente dalla Francia (34% sul totale) e dalla Spagna (18% nel biennio 2012-2013); seguono Germania (17% nel biennio 20012-2013) e i Paesi Bassi (11-12%).
Le forniture di verdura fresca provenienti dalla Spagna hanno riguardato soprattutto le insalate, che hanno raggiunto i volumi massimi degli ultimi anni, registrando un +29% nel 2013 sul 2012. I quantitativi di peperoni e pomodori spagnoli (principali prodotti esportati da quel paese) risultano invece in flessione (-7% rispetto al 2012) negli acquisti da parte dell'Italia, mentre abbastanza rilevanti appaiono i volumi di aglio importato (+23% rispetto al 2012).
Nel complesso, la situazioni per la bilancia commerciale relativa agli ortaggi appare mista: il saldo in termini di volumi appare ancora più negativo di quanto fosse nel 2012, avendo importato oltre 299.000 tonnellate di ortaggi in più nel 2013 rispetto a quanto esportato; positivo invece il saldo in termini di valore, con esportazioni che superano le importazioni di 372 miliardi di euro.
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