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21 e 22 ottobre 2013

Assemblea generale CLAM a Madrid: i temi sul tavolo

La avvertita esigenza di salvaguardare le produzioni agrumicole dell'area mediterranea dai pericoli di contagio di devastanti patologie provenienti dall'estero, sarà rappresentata dalla delegazione italiana che parteciperà ai lavori dell'Assemblea generale del Comité de Liaison de l'Agrumiculture Méditerranéenne (C.L.A.M.) che si tiene a Madrid il 21 e 22 ottobre 2013.

HLB: una minaccia per l'agrumicoltura del Mediterraneo
Nella relazione del Prof. Antonino Catara (Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia) si sottolinea che, da qualche tempo, si paventa l'introduzione in Italia della malattia degli agrumi originaria dalla Cina nota come citrus greening o Huanglongbing (HLB) che affligge gravemente i più importanti Paesi produttori (Cina, Brasile, Florida) e minaccia di penetrare anche nell'area del Mediterraneo. Le piante infette mostrano foglie gialle o con maculature clorotiche, ingiallimento di tutta la chioma, defogliazione e disseccamento dei rami. I frutti sono piccoli, ovali e di colore verde persistente (da qui il nome di greening), con semi abortiti e di gusto amaro.

L'agente eziologico è un batterio floematico, non coltivabile in vitro, di cui si conoscono tre specie: Candidatus Liberibacter africanus, Ca.L. asiaticus e Ca.L. americanus; infetta tutte le specie e cultivar di Citrus, gli ibridi e alcune specie correlate, in modo particolare arancio dolce, mandarino e suoi ibridi. La trasmissione avviene per innesto mediante due Psillidi: Trioza erytreae (presente in Africa, Yemen, Madacascar, Reunion) e Diaphorina citri (diffuso in Asia e Sud-est asiatico, India, Arabia, Centro-America, Florida e Iran).

Dopo aver causato danni incalcolabili in Brasile e Florida, la minaccia incombe sull'intera agrumicoltura mediterranea, assolutamente impreparata ad affrontare il problema, per il quale occorrono strutture, personale e misure adeguate. In tal senso si sono mossi alcuni Paesi minacciati, tra cui al primo posto la Spagna. E la stessa Ue ha cominciato ad esaminare le misure da mettere in atto. Vigile e stimolante è la posizione del C.L.A.M. che ha cominciato a discutere il problema a porlo all'attenzione dei diversi tavoli.

La Guignardia citricarpa Kiely
Altro motivo di grande preoccupazione presenta l'importazione in territorio comunitario di arance provenienti da alcune zone del Sudafrica della patologia denominata "Guignardia citricarpa Kiely", fungo responsabile della maculatura nera degli agrumi.

A seguito di ripetute denunce spagnole, il ministero dell'agricoltura e gli esportatori della Citrus Growers Association del Sudafrica hanno deciso di sospendere l'invio di agrumi verso l'Unione europea. Da questa sospensione sono però escluse le arance coltivate in aree non infette (vedi notizia su FreshPlaza del 24/09/2013).

Da parte sua, la Commissione europea ha deciso di restringere l'entrata di arance nell'area comunitaria vietando le importazioni se a partire dal 3 ottobre sarà intercettata la presenza della maculatura nera negli agrumi esportati.
I produttori europei, e in particolare i rappresentanti del settore agrumicolo della Spagna, hanno ribadito all'Unione europea l'urgenza di emanare adeguate nome protettive.

In questo quadro, si segnala inoltre una proposta elaborata in ambito C.L.A.M. che sollecita la istituzione di un registro delle quantità dei prodotti trasformati e dei derivati allo scopo di limitare le frodi insite nei prodotti importati a tutela del prodotto italiano, apprezzato dal mercato sia per la qualità dei succhi (limone e arancia rossa) che per gli oli essenziali.

Il rafforzamento dei controlli fitosanitari
In Italia, la competenza primaria per il controllo fitosanitario degli agrumi è affidata alle Regioni. Va però rilevato che non tutte le Regioni provvedono a tale compito con la necessaria scrupolosità a causa di strutture inadeguate, specialmente per carenza di personale.



In passato si ottenevano risultati decisamente migliori perché questo controllo era egregiamente esercitato dall'ICE e, d'altronde, il cordone fitosanitario vigente fino al 1999 ha impedito l'ingresso degli agrumi esteri alle frontiere.

A livello europeo, un apprezzabile contributo è rappresentato dalle ispezioni condotte dal Food and Veterinary Office negli Stati membri e nei Paesi esteri per garantire la protezione e la sicurezza dei prodotti alimentari.

Infine, è auspicabile che nel quadro della revisione in corso delle norme comunitarie riguardanti la creazione di una zona di libero scambio nell'area mediterranea si possa conseguire l'obiettivo di abolire le barriere commerciali e nel contempo di attuare severi controlli di carattere fitosanitario.

Nella fase di avvio di questi negoziati si punta alla stipulazione di nuovi accordi con Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania. Finora la politica dell'Ue è stata più orientata a considerare interventi economici verso i Paesi dell'Europa orientale, trascurando le legittime aspettative dei Paesi mediterranei che presentano incerte prospettive di sviluppo anche in presenza di una forte crescita demografica, di elevati aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari e di una notevole scarsità delle risorse economiche.

Data di pubblicazione:



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