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Coldiretti: ingiusta l'assicurazione sui rischi climatici

L'obbligo di stipulare un'assicurazione contro alluvioni e altri eventi naturali che presentano un elevato grado di rischio per le popolazioni e i territori non sembra che possa rappresentare una soluzione né giusta né efficace considerando che la tutela riguarda i soli soggetti danneggiati che siano nelle condizioni economiche di far ricorso a tale strumento. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare le anticipazioni sui contenuti della bozza sulle linee strategiche per la tutela del territorio inviate al Cipe dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini.

Ci sono 27 milioni di italiani che – sottolinea la Coldiretti - sono esposti al rischio idrogeologico e a quello sismico che rispettivamente riguardano 6.631 comuni, equivalente al 10% della superficie territoriale italiana (29.500 kmq) e 2.893 comuni pari al 44% del territorio complessivo (131.000 kmq). Nella frequenza degli eventi che offendono l'integrità idrogeologica del nostro paese non è peraltro in gioco un diritto privato all'indennizzo ma – precisa la Coldiretti - la tutela di beni comuni irriducibili negli schemi del mercato assicurativo.

La proposta sembra, in realtà, neutralizzare le responsabilità che sono in capo agli enti pubblici nell'intraprendere opere e iniziative di adattamento in osservanza al riparto di competenza e – conclude la Coldiretti - affievoliscono l'impegno a d introdurre opportune garanzie per l'adozione di misure riguardanti soprattutto le aree deboli e più esposte allo spopolamento e nelle quali l'economia è più debole.

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