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Cosa interessa davvero ai supermercati?

Le tendenze e le sfide del commercio ortofrutticolo globale, viste da Univeg

Benedict Horsbrugh (nella foto accanto) è responsabile gestione qualità del gruppo Univeg.

Nel 2005 è stato nominato responsabile dei prodotti biologici del gruppo Univeg Deutschland mentre nel 2007 ha avuto l’incarico di direttore per la gestione della qualità, acquisendo in seguito la responsabilità di coordinare la gestione della qualità all'interno del gruppo Univeg.

In occasione di un recente convegno, Horsbrugh ha parlato delle tendenze e delle sfide in atto per il commercio mondiale di frutta e verdura.



Il Gruppo Univeg (nella foto sopra, le varie aree del mondo nelle quali la compagnia è presente con proprie produzioni) è un fornitore mondiale di prodotti freschi ed è attivo nei quattro settori chiave di: Ortofrutta, Fiori e piante ornamentali, Convenience, Trasporti & Logistica. Con un fatturato annuo di 3 miliardi di euro, il Gruppo Univeg, con sede centrale in Belgio, impiega 9.000 persone in 25 paesi su quattro continenti.


Le aree del pianeta interessate dalle attività commerciali e di fornitura di servizi di Univeg.

Cosa sta maggiormente a cuore alle grandi catene di supermercati?
Oggi, i principali rivenditori di generi alimentari coincidono con le più famose insegne delle catene di supermercati. I cinque retailers più importanti in Gran Bretagna sono: Tesco, M&S, ASDA, Sainsbury's, Morrisons e Waitrose; in Germania sono: Aldi, Edeka, Lidl , Kaufland, Rewe; in Francia sono Carrefour e Auchan.

Per tutte queste catene, quello che conta più di tutto, come sottolinea Horsbrugh, è l'integrità del proprio brand, per la quale un elemento chiave è giocato proprio dal reparto frutta e verdura, percepito come segno di qualità. La qualità dei prodotti ortofrutticoli freschi e il modo in cui vengono disposti nel supermercato è ancora uno dei fattori principali che influenzano i consumatori nella scelta del punto vendita dove recarsi a fare la spesa.


Scegliete! In quale di questi due negozi preferireste fare la spesa?

Inoltre, frutta e verdura sono percepiti come alimenti sani: in un contesto nel quale la preoccupazione circa la salute pubblica aumenta, i prodotti ortofrutticoli vengono infatti utilizzati per comunicare messaggi strategici sulla dieta e sulle corrette abitudini alimentari.


In foto: gennaio 2011, Michelle Obama e Bill Simon di Walmart annunciano il piano della catena per offrire opzioni alimentari più sane e più accessibili ai clienti.

Infine, frutta e verdura sono percepiti come prodotti sostenibili: non è un caso se molte catene di supermercati utilizzano immagini di frutta e verdura per veicolare al pubblico il proprio messaggio di responsabilità sociale d'impresa (nella foto sotto, alcuni esempi di utilizzo di immagini ortofrutticole da parte delle catene Rewe, Ahold e Metro).



Cosa vogliono assolutamente evitare le grandi catene di supermercati?
Date le premesse, Horsbrugh ha affrontato anche quelli che sono i rischi chiave per l'integrità del marchio della grande distribuzione alimentare: l'eventuale contaminazione dei cibi da parte di agenti patogeni, la presenza di corpi estranei negli alimenti o di residui chimici, la carenza di etica da parte dei fornitori (ad ese. sfruttamento della manodopera), l'impatto ambientale delle produzioni. Basta guardare ai requisiti di qualità che i retailers di Unione Europea o Stati Uniti impongono ai propri fornitori per rendersi conto che l'obiettivo è proprio quello di tenere a bada questi rischi potenziali!

Un mondo in rapida evoluzione: chi cresce e chi cala
"Stiamo vivendo in un periodo di rapidi cambiamenti nelle società di tutto il mondo, nel comportamento dei consumatori e degli acquirenti, mentre altri mutamenti riguardano il nostro ambiente" ha detto Ben Horsbrugh. "Tutto ciò avrà un impatto importante sulle filiere ortofrutticole".

Se si guarda al commercio globale di frutta e verdura, si nota come esso sia in crescita costante, grazie al miglioramento della tecnologia di trasporto merci e a una maggiore domanda. Se però si analizzano in dettaglio quali paesi stiano trainando questa crescita, si nota che sono quelli in via di sviluppo, nei quali, tanto sul fronte delle importazioni, quanto su quello delle esportazioni, è proprio la componente ortofrutticola ad aver messo le "ali ai piedi" agli scambi commerciali.


Composizione delle esportazioni alimentari dei paesi in via di sviluppo (2000-2009). In viola, indicate dalla freccia, le quote relative all'ortofrutta.

Al contrario, il consumo di frutta e verdura in Europa è in declino (vedi grafico sottostante).


Consumo europeo di frutta e verdura in grammi/pro-capite/giorno.

Tra le conseguenze che questi cambiamenti avranno sulle catene di fornitura di frutta e verdura, Horsbrugh ha ricordato:
  1. una crescente competizione per il controllo delle risorse: terra, acqua, energia, materie prime e manodopera, con un corrispondente aumento dei costi di produzione
  2. un aumento della domanda di prodotti, con l'emergere di nuovi mercati interessanti e con il cambiamento nei modelli di consumo.
  3. un aumento delle sfide per la gestione della filiera, a causa di imprevedibili cambiamenti delle condizioni climatiche e di produzione, per cui occorrerà maggiore regolamentazione.
Le grandi domande da affrontare per il futuro
Ben Horsbrugh ha concluso con alcuni quesiti, che ben evidenziano le sfide future che attendono il commercio ortofrutticolo mondiale:
  • Come aumentare le rese con minori risorse?
  • Come migliorare l'efficienza e ridurre gli sprechi?
  • Come mantenere i prezzi bassi e garantire la continuità delle forniture?
  • Come adattare le strategie locali alle tendenze globali?
Idealmente, poi, bisognerebbe porsi il problema dei problemi e cioè quello di capire come creare soluzioni di filiera che risultino vantaggiose per tutti gli attori in gioco!

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