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Primi sei mesi del 2011

L’export agroalimentare italiano va a gonfie vele (+10,5%)

A dispetto della crisi economica e finanziaria, nei primi sei mesi del 2011, il trend dell’export agroalimentare italiano si è mantenuto crescente, mettendo a segno un +10,5%. Nel suo insieme, la filiera agroalimentare (con 27,7 miliardi di euro di esportazioni nel 2010), rappresenta quasi il 7% dell’export nazionale, grazie soprattutto al contributo dei prodotti trasformati che incidono per il 5,3%. Francia, Germania e Regno Unito sono i principali mercati di sbocco.

L’Italia vanta uno dei più consistenti patrimoni agroalimentari certificati del mondo: sono 740 i prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea (229 DOP/IGP agroalimentari e 511 vini) e oltre 4.600 le specialità regionali censite.

Questo patrimonio viene anche difeso e tutelato a beneficio dei consumatori. L’Italia vanta, infatti, i sistemi di controllo più efficaci del mondo per garantire la salubrità dei prodotti. La percentuale di regolarità nei controlli è, infatti, di circa il 99% nelle diverse filiere dell’agroalimentare.

Le imprese agroalimentari italiane sono, non a caso, i paladini dello sviluppo sostenibile: l’Italia è il maggiore esportatore mondiale di prodotti bio (per un valore di circa 900 milioni di euro), e ben 1 impresa alimentare su 4 ha investito in prodotti a minor impatto ambientale negli ultimi 2 anni. 

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