Salta l'accordo tra interprofessione ortofrutta e GDO per rispondere alla crisi E.coli
Nulla di fatto nella riunione della Oi-Ortofrutta Italia di venerdì 24 giugno 2011. Su una proposta, condivisa da tutti gli altri componenti dell’organismo Interprofessionale, che prevedeva regole comuni per intervenire e gestire situazioni difficili di mercato lavorando sulla trasparenza delle regole, della provenienza e sul governo dell’offerta, togliendo dal mercato del fresco e indirizzando ad altre destinazioni il prodotto di minor qualità, i rappresentanti della grande distribuzione presenti al tavolo (Federdistribuzione e ANCC/CONAD) hanno rifiutato la firma.
"Lo scoglio – ha spiegato Nazario Battelli, vicepresidente di Oi e responsabile della Cia nazionale per le politiche di mercato e per le relazioni interprofessionali - ha riguardato la norma che prevedeva uniformità di comportamenti commerciali anche per le merci di produzione non nazionale e quindi provenienti da paesi produttori 'competitor' dei nostri agricoltori".
Dura la reazione del presidente della Cia Emilia Romagna, Antonio Dosi, che accusa la grande distribuzione di non aver voluto concedere una corsia preferenziale alle produzioni locali, mentre Maurizio Solfrini di CIA Forlì-Cesena insinua che la GDO intende "lavorare sulla bassa qualità estera per avere un’arma in più per abbassare ulteriormente il prezzo riconosciuto ai nostri produttori".
Tutta la questione dovrebbe finire ora sul tavolo del Ministro delle Politiche agricole.