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Parcellizzazione ostacolo alla meccanizzazione

La superficie media delle imprese agricole italiane e’ inferiore a 8 ettari

Un sistema agricolo caratterizzato da una parcellizzazione produttiva molto spinta: la superficie medie delle aziende italiane è inferiore a 8 ettari contro i 41 della Francia, i 53 del Regno Unito e 46 della Germania. Ciò ha determinato la diffusione di mezzi meccanici di potenza ridotta e ha causato, negli ultimi anni, una contrazione della domanda italiana di trattrici.

Sono queste le caratteristiche principali del nostro sistema agromeccanico, quali emergono dal rapporto "Combinazioni di sviluppo tra agricoltura e industria della meccanizzazione agricola in Italia", curato da Nomisma e presentato lo scorso 12 novembre a Eima International 2010 dal presidente Unacoma, Massimo Goldoni, nel corso di un convegno.

"Il settore della meccanizzazione – ha detto Goldoni aprendo i lavori – ha una doppia anima: vive pienamente la realtà dell’industria meccanica e vive in pari grado la realtà del mondo agricolo, legando i propri destini all’andamento del settore primario, agli effetti della politica agricola nazionale e comunitaria, all’andamento dei redditi delle imprese agricole."

E la nostra agricoltura sta attraversando una fase particolarmente delicata: fra il 2003 e il 2007 è stato perso oltre il 14,5% delle imprese mentre si stima che, soltanto quest’anno, ne saranno dimesse 50.000. Difficoltà che si riverberano anche sui produttori di macchine agricole, per i quali il 2009 è stato un "annus horribilis" con un calo della produzione pari al 35%.

E tra i principali ostacoli allo sviluppo dell’agricoltura italiana, non ci sono soltanto le caratteristiche dimensionali ed economiche delle nostre aziende agricole – le imprese di capitali, con manager delegati alla gestione sono appena lo 0,9% del totale (Nomisma) – ma anche un sistema di incentivi (per il comparto agricolo e meccanico) eccessivamente burocratizzato.

"Quello italiano è uno dei sistemi agricoli più sviluppati d’Europa ma esiste un problema di redditività – hanno spiegato le associazioni di categoria degli agricoltori – e la burocrazia non aiuta; le procedure sono spesso tortuose, finendo per diventare un disincentivo". La strada è quella di puntare sull’innovazione; un terreno sul quale la meccanizzazione può rappresentare un prezioso alleato. "Non è vero che in Italia ci sono troppe macchine e attrezzature agricole – hanno aggiunto le associazioni di categoria - Le aziende hanno bisogno delle meccanizzazione anche per rafforzare la loro struttura dimensionale e valorizzare i prodotti della nostra terra".

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