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A Bologna la protesta degli agricoltori, con 200 trattori

Oltre duecento trattori provenienti dall'Emilia e dalla Romagna sono giunti martedì 15 dicembre alle porte di Bologna (Borgo Panigale, San Lazzaro e via Mattei) per richiamare l'attenzione della politica sui problemi dell'agricoltura italiana. Una delegazione è arrivata fino in centro città, in Piazza Roosvelt, dove ha incontrato il prefetto per spiegare i problemi di cui soffrono le campagne, mentre altri manifestanti con bandiere aspettavano in strada.

"Siamo alla paralisi dell'attività e si paventa diffuso l'abbandono delle campagne", lamentano gli agricoltori. Le organizzazioni ritengono che "il maxiemendamento alla Finanziaria, pur rappresentando un passo in avanti ottenuto anche grazie alla nostra mobilitazione, non possa bastare e senza una risposta completa ed adeguata alla crisi in atto non escludiamo iniziative forti per garantire la sussistenza reddituale di migliaia di famiglie e potremmo essere costretti alla disobbedienza fiscale della rata contributiva del prossimo gennaio 2010 per mancanza di risorse".

"Agricoltura: cosi' si chiude" è lo slogan adottato dalla manifestazione, che racchiude una serie di rivendicazioni, tra cui il riconoscimento dello stato di crisi e la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali,la proroga per tutto il 2010 delle agevolazioni contributive, il ripristino delle agevolazioni sul gasolio per il riscaldamento delle serre, la riattivazione del finanziamento dei contratti di filiera e la pronta disponibilità degli aiuti per la diversificazione produttiva nel settore bieticolo-saccarifero.

Inoltre la stanziamento dei fondi promessi per il settore lattiero-caseario, misure a sostegno del comparto suinicolo, la semplificazione degli adempimenti amministrativi e burocratici a carico delle imprese, l'accesso al credito a tassi agevolati con garanzia , l'aumento della dotazione finanziaria per il credito d'imposta per l'imprenditoria giovanile. Infine le organizzazioni sollecitano l'erogazione degli aiuti di Stato fino a 15 mila euro per azienda, così come accordato dalla Commissione europea e chiedono sgravi e incentivi fiscali e contributivi per la riduzione dei costi produttivi e amministrativi per far ripartire gli investimenti.

La mobilitazione è stata sostenuta dalle Centrali cooperative Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare dell'Emilia Romagna con iniziative nelle strutture di lavorazione. "Ogni strumentalizzazione dell'iniziativa, a partire da quella politica - concludono Cia, Confagricoltura e Copagri - sarà rispedita al mittente poiché il mondo agricolo esprimerà, come sempre, le proprie opinioni con le forme che tutti dovrebbero attuare per contribuire ad abbassare i toni e dare libertà alle idee nel rispetto di tutti a partire dalle Istituzioni".


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