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Il punto sulla stagione del kiwi

Attilio Gullino: nei momenti di difficolta' del mercato, l'unica cosa che paga e' la qualita'

FreshPlaza si è recata in visita presso uno dei siti produttivi per il kiwi che l'azienda piemontese Gullino possiede nel Lazio. Qui ha intervistato Attilio Gullino, per fare con lui il punto sull'imminente stagione commerciale.

In provincia di Latina, l'azienda Gullino, che festeggia proprio quest'anno i cinquant'anni di storia nel settore frutticolo, possiede 315 ettari, ripartiti in tre aziende. Oltre alla tradizionale produzione di actinidia di varietà Hayward, Gullino ha messo a coltura (tra i 5 e i 3 anni fa) 120 ettari di varietà precoci di kiwi, come Early Green e Green Light (a polpa verde) e Soreli (a polpa gialla). In totale, l'azienda produce annualmente 35.000 tonnellate di kiwi.


Attilio Gullino (Presidente), insieme a Maurizio Di Chiara e Diego Snidaro (servizio tecnico). (Foto: FreshPlaza Italia).

"E' ancora presto - spiega Attilio Gullino - per fare previsioni sull'andamento della prossima campagna commerciale. Quello che possiamo dire è che veniamo da una stagione 2008/09 non facile e che quella attuale si profila altalenante, sull'onda del clima di sfiducia che serpeggia tra i produttori, dopo aver assistito alla deludente campagna della frutta estiva".

I volumi previsti per la stagione del kiwi 2009/10 dovrebbero risultare maggiori del 10% rispetto al 2008/09. "Stando alla mia esperienza - prosegue Gullino - posso dire che tutte le volte che un'annata si presenta difficile, l'unica cosa che continua a pagare è la qualità. A parità di prezzo, infatti, sarà sempre la merce più bella quella che otterrà la preferenza e che dunque monetizzerà gli sforzi. Da questo punto di vista, non è la stessa cosa produrre una tonnellata di kiwi di pezzatura piccola o di pezzatura grande: nel primo caso, ovviamente, avrò un numero maggiore di frutti da vendere, ma non per questo è detto che potrò venderli meglio e guadagnare di più!"

Secondo il parere di Attilio Gullino, inseguire solo la quantità è un errore; anzi, eventuali future crisi di sovrapproduzione potranno essere evitate solo mediante l'adozione di adeguate tecniche di gestione del frutteto (potatura, diradamento, etc), mirate a sfoltire la pianta e metterla in condizione di produrre meno quantità e più qualità, cioè frutti di calibro maggiore.

La maggior parte del fatturato dell'azienda Gullino nel commercio del kiwi deriva dalle esportazioni, che rappresentano il 97% di tutto il venduto. "Già da qualche anno siamo riusciti a mettere piede nel mercato canadese e statunitense, dove arriviamo in autunno con il kiwi precoce. Esportiamo inoltre tanto sui mercati tradizionali del Nord Europa, quanto in Arabia Saudita e nel far East. Riusciamo perfino a collocare parte del prodotto in Nuova Zelanda, nostro principale competitor. I trasporti su lunghe distanze sono effettuati via mare. Il prodotto viene confezionato nel nostro stabilimento di Saluzzo (CN), dove disponiamo di 16 linee di lavorazione, per una capacità di 300 ton/giorno".

Un commento sulla qualità del prodotto
Maurizio Di Chiara del servizio tecnico dell'azienda Gullino ci spiega che le prime analisi effettuate sui kiwi precoci di varietà Green Light sono soddisfacenti: non si riscontrano problemi di pezzatura o di percentuale di materia secca. Il grado Brix è per ora intorno a 6. La qualità dei kiwi Hayward nel veronese sembra molto buona, mentre nell'Agro Pontino si manifesta più variabilità, a seconda della zona di produzione, che è molto vasta.

Il kiwi a polpa gialla Soreli presenta già ora un tenore zuccherino di 8 gradi Brix. Il suo gusto è dolce e delicato, più "femminile" rispetto all'Hayward. Questa varietà è tuttavia ancora tutta da valutare, in particolar modo nel suo comportamento vegetativo, molto più disomogeneo rispetto ad Hayward e dunque di gestione più difficoltosa. "Bisogna capire bene come potarlo - spiega Di Chiara - in quanto presenta tralci molto diversi gli uni dagli altri. Inoltre, va diradato di più rispetto ad Hayward se si vogliono ottenere frutti di buon calibro.

Il punto sul fenomeno della batteriosi
Da parte sua, il Dott. Diego Snidaro del servizio tecnico dell'azienda ci ha aiutato a fare il punto sul problema della batteriosi dell'actinidia, manifestatasi in modo particolarmente virulento nell'areale pontino a partire dall'aprile dello scorso anno (2008). Il Dott. Snidaro spiega: "Il patogeno responsabile è un batterio del genere Pseudomonas e ne sono stati individuati finora tre diversi ceppi. Due producono solo manifestazioni superficiali sulle foglie delle piante, mentre il terzo ceppo, molto più aggressivo, attacca il legno, penetrando in profondità nel sistema linfatico e compromettendo l'intera pianta, che va tagliata quanto prima all'altezza del colletto".



Il sintomo della batteriosi che colpisce il legno è un essudato rosso.

"Il principale sintomo della batteriosi è in questo caso la presenza sul fusto e sui rami di un essudato color ruggine. La patologia, favorita nel suo diffondersi dalle piogge, ha attaccato in particolare le piantagioni di kiwi Zespri Gold, con un'incidenza, tra manifestazioni più o meno intense, del 50% sul totale".


Fasci di piante tagliate a seguito della contaminazione da batteriosi.

"Per il momento, la varietà Hayward e le sue varianti precoci sono state interessate al fenomeno solo marginalmente, in quanto sembrano resistere molto meglio, ma è chiaro che un'attenta opera di prevenzione è assolutamente necessaria".

Contatti: info@gullino.it

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