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Ancora difficile la congiuntura per la corilicoltura cuneese

A raccolta pressoché conclusa, si può operare un bilancio circa la stagione della nocciola cuneese. Nonostante l'ottima qualità del prodotto, non si può certo dire che i problemi che la corilicoltura cuneese ha sofferto nella passata stagione siano archiviati. Se nell’Albese la produzione si attesta ai livelli dello scorso anno, i problemi maggiori si registrano nell’Alta Langa.

"A causa delle abbondanti nevicate invernali che hanno danneggiato le piante, in Alta Langa si è persa della produzione e il raccolto è diminuito del 20% rispetto al 2008 – spiega Piero Bertone, presidente dell'Ascopiemonte e socio di Confagricoltura Cuneo - Se quest'anno i cinghiali non hanno provocato danni alle coltivazioni, non possiamo dire altrettanto per ghiri e roditori in generale, che hanno costituito un serio problema per i corilicoltori".

"Quello della proliferazione del ghiro è un problema annoso, per il quale non sembra volersi trovare una soluzione" gli fa eco Giuseppe Andreis, presidente della Piemonte Asprocor. "Si tratta, infatti, di una specie protetta, che, per giunta, non ha competitori naturali e che quindi è libera di fare danni alle coltivazioni. Per la corilicoltura è davvero un momento difficile".

Sul fronte della qualità non ci sono dubbi, si tratta di un produzione davvero eccellente. "Si è raccolto un prodotto asciutto, pronto per la vendita: il frutto è sano e presenta intatte tutte le proprietà" sostiene ancora Bertone. "La produzione è sì scarsa, ma la qualità è davvero ottima, superiore a quella dello scorso anno" afferma Andreis.

"La nocciola cuneese si trova a dover competere su un mercato internazionale con concorrenti non certamente competitivi dal punto di vista qualitativo ma che possono vendere i loro prodotti a prezzi più bassi, visti i minori costi di produzione che vengono sostenuti dai loro produttori – dice Mario Viazzi, direttore della zona di Alba dell'Unione Provinciale Agricoltori – L'augurio è che sul piano internazionale venga riconosciuta anche dal punto di vista remunerativo la specificità e la qualità della nocciola piemontese".

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