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Il divieto UE all'export di patate egiziane rischia di aprire una controversia commerciale

Le patate sono ancora una volta un tema caldo nella contesa tra l'Egitto el'Unione europea. Un paio di settimane fa, in seguito alla scoperta dialcuni casi di marciume bruno, l'UE ha deciso di imporre un divieto diesportazione alle patate egiziane.

Infatti un accordo tra Egitto e UE stabilisce che in caso di rilevamento di marciume bruno (Ralstonia solanacearum) in oltre cinque spedizioni, a tutte leesportazioni egiziane di patate venga impedito l'accesso al mercatoUE. E mentre l'Egitto insiste sul fatto che finora siano stati riscontrati solo quattro casi di merce difettosa, secondo l'UE ne sarebbero stati scoperti già sei.

Il marciume bruno è una malattia batterica che colpisce le patate, ma nonè dannosa per gli esseri umani. Nel tentativo di risolvere il problema,sono in corso negoziati tra il governo egiziano e i funzionari UE.

La settimana scorsa, il ministero egiziano dell'agricoltura ha presentatoun dossier all'Unione europea, nel quale esprime il suo rifiuto del divieto di esportazione, giudicandolo una violazione delle norme fissate dall'Organizzazione Mondiale delCommercio (WTO). Dal canto suo, l'UE accusa le autorità egiziane di nonapplicare misure rigorose onde evitare l'esportazione di patate infette. In realtà, il governo egiziano è convinto che la vera motivazione delbando europeo sia quella di proteggere i prodotti locali dallaconcorrenza estera.

In ogni caso, una delegazione di alto livello di funzionari egizianivolerà a Bruxelles per partecipare a una riunione bilaterale previstaper il 17 settembre. Nella riunione si discuteranno le questioni tecnichee regolamentari in materia di esportazione di patate egiziane, primadella riunione del Comitato europeo permanente in materia fitosanitaria, fissato per il 23 settembre.

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