Veneto: una proposta di legge per elevare gli standard di sicurezza alimentare nei mercati all'ingrosso

In Veneto, una nuova proposta di legge regionale si pone l’obiettivo di riformare l’attuale normativa in materia di commercio all’ingrosso dei prodotti agroalimentari, al fine di creare i presupposti per lo sviluppo e l’ammodernamento dei mercati agroalimentari della regione, nell’ottica di assicurare un elevato grado di protezione della salute umana e di tutelare gli interessi dei consumatori, garantendo la sicurezza e la qualità dei prodotti e favorendo la valorizzazione delle tipicità regionali.

L’esigenza di riformare l’attuale normativa è coerente con le aspettative del sistema dei mercati agroalimentari regionali, evidenziata in uno specifico studio di fattibilità dal titolo "Mercati e centri agroalimentari all’ingrosso del Veneto. Analisi di settore e prospettive di sviluppo", commissionato dai principali mercati agroalimentari del Veneto, ossia Veronamercato, il Mercato Agroalimentare di Padova e Treviso Mercati, che con la loro movimentazione - stimata quest’anno rispettivamente in 500 mila tonnellate, 340 mila tonnellate e 130 mila tonnellate - si collocano nella lista dei dieci maggiori mercati all’ingrosso italiani.

Il testo posto all’attenzione dei legislatori regionali prevede la possibilità di finanziare l’istituzione di nuovi mercati e centri agroalimentari all’ingrosso o l’ampliamento e l’ammodernamento di quelli esistenti. I contributi per queste realizzazioni verranno erogati dalla finanziaria regionale Veneto Sviluppo Spa sulla base di un fondo di rotazione (art. 21).

I fondi che verranno messi a disposizione per un importo superiore a 30 milioni di Euro potranno essere utilizzati nei Mercati in base a delle specifiche esigenze. Treviso necessita infatti di nuove coperture, Padova dovrà realizzare nuovi spazi per altre merceologie (prodotti agroalimentari, fiori, etc) mentre Verona ha come obiettivo principale l’ammodernamento delle strutture esistenti in grado di consentire l’applicazione della catena del freddo mediante la chiusura delle tettoie.

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