Restano l'uno in carcere, l'altra agli arresti domiciliari una coppia di coniugi del mantovano, accusati di aver lasciato morire un proprio operaio extracomunitario in un campo di angurie. I giudici del Tribunale del riesame di Brescia hanno infatti deciso di respingere, il mese scorso, la richiesta di remissione in libertà dei due accusati.

La vicenda risale allo scorso giugno, quando un bracciante indiano di 44 anni, colto da collasso sotto il sole, venne abbandonato agonizzante dal proprio datore di lavoro, per paura che si scoprisse che l'indiano stava lavorando in nero. L'accusato avrebbe addirittura ordinato ad altri suoi operai di spostare l'uomo che stava male dal suo terreno di proprietà ad un altro vicino.

L'uomo è stato poi abbandonato sul ciglio della strada, sotto il sole cocente, dove è deceduto senza che nessuno gli prestasse soccorso.