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Unifrutti: le vendite 2007 superano i 120 milioni di dollari

Il fatturato dell'azienda Unifrutti, fondata dalla famiglia italiana De Nadai, dovrebbe superare i 120 milioni di dollari quest'anno, con esportazioni per oltre 12 milioni di casse, pari ad una crescita del 6% rispetto allo scorso anno.

Secondo il direttore marketing della compagnia, Arturo Costabal (qui sotto, nella foto), ciò che differenzia Unifrutti da altre aziende è la capacità di proseguire nello sviluppo: "Mentre altre grandi compagnie riducono personale, si ritirano o se la vedono con altri problemi, noi investiamo", dichiara Costabal.

Unifrutti ha investito oltre 10 milioni di dollari nei suoi impianti di Teno, al fine di migliorare la tecnologia e ridurre i costi. Costabal spiega: "Per esempio, abbiamo riconvertito le vecchie piantagioni che ormai non offrono più profitto, come le uve. Stiamo rimpiazzando l'uva con altre varietà e con impianti di nuova generazione che ci consentano rese produttive maggiori."

La sede principale di Unifrutti si trova in Cile, dove venne fondata circa 25 anni fa. Il 50% della produzione è realizzata su terreni propri (5.000 ettari), mentre il resto è affidato a produttori esterni (approssimativamente 400). I prodotti maggiormente esportati sono uva e mele. Inoltre Unifrutti produce kiwi, drupacee e agrumi.

"Circa il 35% della nostra frutta viene esportata verso il mercato statunitense. Il secondo mercato è l'Europa, seguita dall'America Latina, il Medio Oriente e l'Asia", dice Costabal, che aggiunge: "Negli ultimi tre anni abbiamo effettuato investimenti per oltre 20 milioni di dollari per migliorare i campi e le tecniche colturali. Il segreto del nostro successo sta poi anche nell'offrire un buon servizio tanto ai nostri produttori, quanto ai nostri clienti."

Per il prossimo anno si prevede una crescita delle esportazioni, che dovrebbero aumentare di ulteriori 13 milioni di casse. Costabal conclude: "Sebbene il contesto per le nostre esportazioni non sia dei più favorevoli, i prezzi all'estero sono buoni. Per esempio le mele sono aumentate di circa il 20%."

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