La Confederazione italiana agricoltori (Cia), dopo aver denunciato il grave stato di sfruttamento dei raccoglitori di canna da zucchero per la produzione di bioetanolo in Brasile, torna sul tema. Questa volta si sottolinea il rischio di speculazioni sui prezzi di beni di prima necessità come il mais, se impiegati massivamente nella produzione di bioetanolo, come accade attualmente negli Stati Uniti.
La Cia cita in proposito uno studio dell’Università del Minnesota, di prossima pubblicazione sulla rivista “Foreign Affairs”, dal quale risulta il rischio di un rincaro del 20% per il mais entro il 2010 e del 41% entro il 2020, con forti alterazioni anche per altre produzioni, in particolare grano, soia, riso, le cui produzioni si ridurrebbero a vantaggio proprio del mais.
Al di là delle speculazioni sui prezzi, è degno di riflessione il concetto che per fare il pieno di bioetanolo ad un fuoristrada si dovrebbero impiegare 210 kg di mais, che equivalgono alle calorie che basterebbero per nutrire una persona per un anno intero.
Pertanto, secondo la Cia, è necessario anche in Italia fare il punto dello stato dell’arte, sulle risorse, le finalità e i soggetti interessati agli incentivi a favore di energie alternative, rivalutando anche altre forme alternative, quali il solare, l’eolico e le biomasse.
Fonte: Cia