Basilicata - Giornata potatura autunnale pesco

Nonostante le avverse condizioni del tempo, il 24 settembre scorso si sono svolte le prove dimostrative di potatura sul pesco, presso alcune aziende agricole del metapontino, in agro di Tursi e Policoro (MT).
Nonostante le avverse condizioni del tempo, il 24 settembre scorso si sono svolte le prove dimostrative di potatura sul pesco, presso alcune aziende agricole del metapontino, in agro di Tursi e Policoro (MT).
Le giornate studio organizzate in campo dal CO.VI.L, in collaborazione con vari specialisti, in alcune fasi del ciclo produttivo delle specie frutticole e agrumi, suscitano sempre molto interesse dei frutticoltori, tecnici e operatori del settore, poiché sono importanti occasioni di approfondimento su novità varietali, portinnesti, gestione degli impianti, tecniche colturali etc.
Le giornate studio organizzate in campo dal CO.VI.L, in collaborazione con vari specialisti, in alcune fasi del ciclo produttivo delle specie frutticole e agrumi, suscitano sempre molto interesse dei frutticoltori, tecnici e operatori del settore, poiché sono importanti occasioni di approfondimento su novità varietali, portinnesti, gestione degli impianti, tecniche colturali etc.
…
Le prove dimostrative di potatura sono state condotte dal prof. Davide Neri (nella foto con le forbici tucano) del Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali dell'Università Politecnica delle Marche di Ancona.
Le prove dimostrative di potatura sono state condotte dal prof. Davide Neri (nella foto con le forbici tucano) del Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali dell'Università Politecnica delle Marche di Ancona.
…
…
Il prof. Neri ha affermato che per scegliere e impostare una forma di allevamento non bisogna attenersi necessariamente a regole rigide. La gestione della chioma e' funzione di tutta una serie di parametri, che il frutticoltore deve valutare di volta in volta, quali le condizioni pedo-climatiche in cui si sviluppa il frutteto, il portainnesto, la varieta', il periodo di maturazione e l’organizzazione aziendale.
Il prof. Neri ha affermato che per scegliere e impostare una forma di allevamento non bisogna attenersi necessariamente a regole rigide. La gestione della chioma e' funzione di tutta una serie di parametri, che il frutticoltore deve valutare di volta in volta, quali le condizioni pedo-climatiche in cui si sviluppa il frutteto, il portainnesto, la varieta', il periodo di maturazione e l’organizzazione aziendale.
…
…
…
…
Gli effetti della potatura, afferma Neri, cambiano in relazione del periodo di intervento. In ogni caso, i tagli non devono mai causare squilibri sulla pianta, ma consentire una migliore distribuzione degli elaborati soprattutto a vantaggio della qualita' dei frutti.
Gli effetti della potatura, afferma Neri, cambiano in relazione del periodo di intervento. In ogni caso, i tagli non devono mai causare squilibri sulla pianta, ma consentire una migliore distribuzione degli elaborati soprattutto a vantaggio della qualita' dei frutti.
I tagli eseguiti in fine estate-inizio autunno, in un momento di calo dell'attivita' vegetativa, hanno un effetto di contenimento sul vigore, poiche' sottraggono porzioni di chioma che assolvono funzione di organi di riserva e produttori di elaborati.
I tagli eseguiti in fine estate-inizio autunno, in un momento di calo dell'attivita' vegetativa, hanno un effetto di contenimento sul vigore, poiche' sottraggono porzioni di chioma che assolvono funzione di organi di riserva e produttori di elaborati.
Gli interventi di potatura eseguiti poco prima della ripresa, (fine inverno), continua Neri, provocano un forte stimolo dell'attivita' vegetativa. La pianta, infatti, avendo gia' accumulato in autunno sostanze di riserva, viene sollecitata dai tagli a ripristinare rapidamente le porzioni di chioma mancanti.
Gli interventi di potatura eseguiti poco prima della ripresa, (fine inverno), continua Neri, provocano un forte stimolo dell'attivita' vegetativa. La pianta, infatti, avendo gia' accumulato in autunno sostanze di riserva, viene sollecitata dai tagli a ripristinare rapidamente le porzioni di chioma mancanti.
…
…
Tutte le operazioni colturali praticate su un pescheto, compresa la potatura, devono concorrere al mantenimento di un buon vigore vegetativo sulla pianta al fine di stimolare l'emissione di rami con elevate potenzialita' produttive. L'abilita' del moderno frutticoltore, afferma Neri, deve consistere nel saper convertire il vigore in qualita' della produzione, con il minor numero possibile di interventi manuali.
Tutte le operazioni colturali praticate su un pescheto, compresa la potatura, devono concorrere al mantenimento di un buon vigore vegetativo sulla pianta al fine di stimolare l'emissione di rami con elevate potenzialita' produttive. L'abilita' del moderno frutticoltore, afferma Neri, deve consistere nel saper convertire il vigore in qualita' della produzione, con il minor numero possibile di interventi manuali.
…
"Sul "vaso ritardato" gli interventi autunnali di potatura di produzione devono mirare ad eliminare i rami che, nella successiva stagione di crescita, potrebbero ombreggiare le branche principali o brachette fruttifere sottostanti."
"Sul "vaso ritardato" gli interventi autunnali di potatura di produzione devono mirare ad eliminare i rami che, nella successiva stagione di crescita, potrebbero ombreggiare le branche principali o brachette fruttifere sottostanti."
…
…
…
Per alleggerire la chioma, senza causare squilibri e forte emissione di ricacci, occorre eseguire un leggero diradamento delle branchette posizionate in prossimita' dell'estremita' distale delle branche principali.
Per alleggerire la chioma, senza causare squilibri e forte emissione di ricacci, occorre eseguire un leggero diradamento delle branchette posizionate in prossimita' dell'estremita' distale delle branche principali.
…
…
…
"Alla fine degli interventi di potatura, una giovane pianta allevata a "vaso ritardato", in presenza dell'asse centrale, deve assumere la forma di un "fusetto"."
"Alla fine degli interventi di potatura, una giovane pianta allevata a "vaso ritardato", in presenza dell'asse centrale, deve assumere la forma di un "fusetto"."
La permanenza dell'asse centrale per i primi anni favorisce la formazione di branche laterali correttamente aperte senza dover ricorrere a canne divaricatrici o tiranti, facilitando notevolmente la potatura di formazione.
La permanenza dell'asse centrale per i primi anni favorisce la formazione di branche laterali correttamente aperte senza dover ricorrere a canne divaricatrici o tiranti, facilitando notevolmente la potatura di formazione.
"Il taglio dell'asse centrale potra' essere eseguito totalmente o progressivamente negli anni a partire dalla terza "foglia". La densita' di impianto adeguata per il vaso ritardato e' intorno a 500-600 piante/ha, per un sesto 5,5-6,0 x 3,0-4,0 m."
"Il taglio dell'asse centrale potra' essere eseguito totalmente o progressivamente negli anni a partire dalla terza "foglia". La densita' di impianto adeguata per il vaso ritardato e' intorno a 500-600 piante/ha, per un sesto 5,5-6,0 x 3,0-4,0 m."
…
"Il "vaso basso" o "vasetto catalano" e' una forma di allevamento sviluppata inizialmente per il ciliegio in Spagna, nei principali distretti peschicoli della Catalogna. Attualmente con opportune modifiche viene adottata anche per il pesco."
"Il "vaso basso" o "vasetto catalano" e' una forma di allevamento sviluppata inizialmente per il ciliegio in Spagna, nei principali distretti peschicoli della Catalogna. Attualmente con opportune modifiche viene adottata anche per il pesco."
"Nel "vasetto catalano" la chioma e' costretta a svilupparsi piu' sul piano orizzontale che sul piano verticale per cui l'altezza dell'albero puo' essere agevolmente contenuta entro i due metri attraverso ripetuti interventi di topping effettuati, durante le prime fasi, con l'ausilio di mezzi meccanici (barra falciante a lame rotanti)."
"Nel "vasetto catalano" la chioma e' costretta a svilupparsi piu' sul piano orizzontale che sul piano verticale per cui l'altezza dell'albero puo' essere agevolmente contenuta entro i due metri attraverso ripetuti interventi di topping effettuati, durante le prime fasi, con l'ausilio di mezzi meccanici (barra falciante a lame rotanti)."
"Sul "vaso catalano", gli interventi praticati durante la fase vegetativa sono rivolti a regolare l'altezza della pianta, compattare la vegetazione, favorire l'aumento del diametro dei rami, incrementare o diminuire la differenziazione a fiore delle gemme."
"Sul "vaso catalano", gli interventi praticati durante la fase vegetativa sono rivolti a regolare l'altezza della pianta, compattare la vegetazione, favorire l'aumento del diametro dei rami, incrementare o diminuire la differenziazione a fiore delle gemme."
Il pesco e' tra le specie arboree maggiormente studiata per la ricerca di nuove forme di allevamento. Questa esigenza nasce principalmente dalla necessita' di intensificare gli impianti per ridurre la fase improduttiva e raggiungere in tempi brevi la piena produzione.
Il pesco e' tra le specie arboree maggiormente studiata per la ricerca di nuove forme di allevamento. Questa esigenza nasce principalmente dalla necessita' di intensificare gli impianti per ridurre la fase improduttiva e raggiungere in tempi brevi la piena produzione.
…
Il frequente rinnovo varietale e la realizzazione di moderni impianti a medio-alta densita' impone, per il pesco, una maggiore conoscenza delle caratteristiche vegetative. Per mantenere costante ed elevata la produzione negli anni occorre eseguire una scelta oculata dei rami produttivi con ottimali standard qualitativi.
Il frequente rinnovo varietale e la realizzazione di moderni impianti a medio-alta densita' impone, per il pesco, una maggiore conoscenza delle caratteristiche vegetative. Per mantenere costante ed elevata la produzione negli anni occorre eseguire una scelta oculata dei rami produttivi con ottimali standard qualitativi.
"Spiega il Sig. Nicola Marino (in foto), titolare dell'omonima azienda agricola in agro di Tursi (MT), che la densita' di impianto adeguata per il "vaso catalano" è intorno a 650-700 piante ad ettaro, disposte in un sesto di 4,50-5,0 x 2,70-3,0 m."
"Spiega il Sig. Nicola Marino (in foto), titolare dell'omonima azienda agricola in agro di Tursi (MT), che la densita' di impianto adeguata per il "vaso catalano" è intorno a 650-700 piante ad ettaro, disposte in un sesto di 4,50-5,0 x 2,70-3,0 m."
Il contenimento dello sviluppo in altezza della pianta e' ottenuto, nel primo anno, attraverso 2-3 interventi di topping, praticati durante la stagione vegetativa con l'ausilio di mezzi meccanici (barra falciante), a cui devono seguire, negli anni successivi, graduali interventi manuali all'interno della chioma per facilitare l'arieggiamento e la penetrazione della luce.
Il contenimento dello sviluppo in altezza della pianta e' ottenuto, nel primo anno, attraverso 2-3 interventi di topping, praticati durante la stagione vegetativa con l'ausilio di mezzi meccanici (barra falciante), a cui devono seguire, negli anni successivi, graduali interventi manuali all'interno della chioma per facilitare l'arieggiamento e la penetrazione della luce.
"Piante di nettarina "Venus" allevata a "vaso catalano" in produzione al terzo anno. Questa forma di allevamento, pur essendo ad alta densita' (650-700 piante/ha), rispetto alle doppie pareti inclinate (Y-trasversale) presenta il grande vantaggio dei bassi costi di impianto per il minor numero di piante per ettaro e per l'assenza di costose strutture di appoggio (pali fili, tutori etc.). Anche alcuni costi di gestione sono ridimensionati, rispetto ad altre forma di allevamento, poiche' molte operazioni (potatura, diradamento, raccolta) sono eseguibili da terra."
"Piante di nettarina "Venus" allevata a "vaso catalano" in produzione al terzo anno. Questa forma di allevamento, pur essendo ad alta densita' (650-700 piante/ha), rispetto alle doppie pareti inclinate (Y-trasversale) presenta il grande vantaggio dei bassi costi di impianto per il minor numero di piante per ettaro e per l'assenza di costose strutture di appoggio (pali fili, tutori etc.). Anche alcuni costi di gestione sono ridimensionati, rispetto ad altre forma di allevamento, poiche' molte operazioni (potatura, diradamento, raccolta) sono eseguibili da terra."
…
"Pescheto alla ripresa vegetativa, allevato ad "ipsilon trasversale". Le peculiari condizioni climatiche del Mezzogiorno, in particolare levata luminosita', le miti temperature autunnali e il basso tasso di umidita' hanno favorito, piu' che in altre aree del paese, la diffusioni di impianti ad alta densita' (oltre 1000 piante/ha). A causa del vertiginoso aumento dei costi di produzione e della riduzione dei prezzi corrisposti al frutticoltore, si registra, attualmente, una inversione di tendenza che fa propendere la scelta verso impianti che puntano piu' sulla riduzione dei costi che sugli elevati livelli produttivi."
"Pescheto alla ripresa vegetativa, allevato ad "ipsilon trasversale". Le peculiari condizioni climatiche del Mezzogiorno, in particolare levata luminosita', le miti temperature autunnali e il basso tasso di umidita' hanno favorito, piu' che in altre aree del paese, la diffusioni di impianti ad alta densita' (oltre 1000 piante/ha). A causa del vertiginoso aumento dei costi di produzione e della riduzione dei prezzi corrisposti al frutticoltore, si registra, attualmente, una inversione di tendenza che fa propendere la scelta verso impianti che puntano piu' sulla riduzione dei costi che sugli elevati livelli produttivi."
Spiega il prof. Neri che il successo agronomico delle doppie pareti inclinate si basa sull'efficienza bioenergetica complessiva del sistema d'impianto (quantita' e distribuzione della luce intercettata, efficienza dei mezzi di produzione) piuttosto che su quello della singola pianta.
Spiega il prof. Neri che il successo agronomico delle doppie pareti inclinate si basa sull'efficienza bioenergetica complessiva del sistema d'impianto (quantita' e distribuzione della luce intercettata, efficienza dei mezzi di produzione) piuttosto che su quello della singola pianta.
L'adozione di forme di allevamento lontane dal naturale habitus vegetativo della pianta, implicano numerosi interventi di potatura, allungamento del periodo improduttivo ed incremento dei costi di gestione.
L'adozione di forme di allevamento lontane dal naturale habitus vegetativo della pianta, implicano numerosi interventi di potatura, allungamento del periodo improduttivo ed incremento dei costi di gestione.
"Attualmente si ricorre all'"ipsilon trasversale" soprattutto per la coltivazione sotto copertura."
"Attualmente si ricorre all'"ipsilon trasversale" soprattutto per la coltivazione sotto copertura."
La coltivazione in ambiente protetto e' giustificata per le varieta' precoci, qualora si volesse anticipare ulteriormente l'epoca di maturazione dei frutti, e per le cultivar extra-precoci, di solito a basso fabbisogno in freddo (low chilling), che necessitano di protezione durante le fasi delicate di fioritura (in foto) e formazione del frutticino. Una volta soddisfatto il fabbisogno in freddo, da meta' dicembre a meta' gennaio, viene esteso sulla struttura un film plastico. Rispetto al pieno campo l'effetto serra determina un sensibile aumento delle temperature durante le ore diurne e di conseguenza un anticipo di tutte le fasi fenologiche della pianta, compresa la maturazione, anche fino a 2-4 settimane. In tarda primavera il film plastico viene nuovamente rimosso dalla struttura per evitare forti innalzamenti di temperatura all'interno.
La coltivazione in ambiente protetto e' giustificata per le varieta' precoci, qualora si volesse anticipare ulteriormente l'epoca di maturazione dei frutti, e per le cultivar extra-precoci, di solito a basso fabbisogno in freddo (low chilling), che necessitano di protezione durante le fasi delicate di fioritura (in foto) e formazione del frutticino. Una volta soddisfatto il fabbisogno in freddo, da meta' dicembre a meta' gennaio, viene esteso sulla struttura un film plastico. Rispetto al pieno campo l'effetto serra determina un sensibile aumento delle temperature durante le ore diurne e di conseguenza un anticipo di tutte le fasi fenologiche della pianta, compresa la maturazione, anche fino a 2-4 settimane. In tarda primavera il film plastico viene nuovamente rimosso dalla struttura per evitare forti innalzamenti di temperatura all'interno.
La scelta di materiale vivaistico di buona qualita' e' il prerequisito fondamentale per impostare qualunque forma di allevamento. Il COVIL impiega materiale di propagazione proveniente da piante madri controllate, dal punto di vista genetico e fitosanitario, secondo quanto previsto dalle normative sulla certificazione.
La scelta di materiale vivaistico di buona qualita' e' il prerequisito fondamentale per impostare qualunque forma di allevamento. Il COVIL impiega materiale di propagazione proveniente da piante madri controllate, dal punto di vista genetico e fitosanitario, secondo quanto previsto dalle normative sulla certificazione.
Per sfuggire agli attacchi di organismi nocivi (soprattutto tellurici come funghi, insetti, nematodi ed erbe infestanti), proteggere le piante da agenti atmosferici avversi (gelo e grandine) e ridurre i tempi del ciclo di produzione (meno di un anno), i vivaisti del COVIL producono le piante da frutto in ambiente protetto e fuori suolo impiegando substrati inerti e sterili a base di fibra di cocco.
Per sfuggire agli attacchi di organismi nocivi (soprattutto tellurici come funghi, insetti, nematodi ed erbe infestanti), proteggere le piante da agenti atmosferici avversi (gelo e grandine) e ridurre i tempi del ciclo di produzione (meno di un anno), i vivaisti del COVIL producono le piante da frutto in ambiente protetto e fuori suolo impiegando substrati inerti e sterili a base di fibra di cocco.
Con le moderne tecniche di produzione vivaistica e' possibile ottenere astoncini vegetanti pronti al trapianto in primavera gia' forniti di numerose gemme laterali su cui si potra' impostare la forma di allevamento desiderata.
Con le moderne tecniche di produzione vivaistica e' possibile ottenere astoncini vegetanti pronti al trapianto in primavera gia' forniti di numerose gemme laterali su cui si potra' impostare la forma di allevamento desiderata.
"Impianto di pescheto realizzato su "baula". Il prof. Neri consiglia di coltivare i frutteti su "baula". Anche un leggero rialzo del terreno lungo la fila, rispetto alla quota dell'interfila, consente di proteggere l'apparato radicale da condizioni di stress provocate da ristagno idrico (anche di breve durata) ed impedisce i danni causati dalle lavorazioni del terreno praticate in prossimita' del tronco. Il controllo delle malerbe lungo la fila deve essere eseguito ricorrendo agli erbicidi."
"Impianto di pescheto realizzato su "baula". Il prof. Neri consiglia di coltivare i frutteti su "baula". Anche un leggero rialzo del terreno lungo la fila, rispetto alla quota dell'interfila, consente di proteggere l'apparato radicale da condizioni di stress provocate da ristagno idrico (anche di breve durata) ed impedisce i danni causati dalle lavorazioni del terreno praticate in prossimita' del tronco. Il controllo delle malerbe lungo la fila deve essere eseguito ricorrendo agli erbicidi."

Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto