Per il comparto dell'autotrasporto, l'impennata dei costi del carburante, legata al conflitto in corso, non rappresenta un mero aggravio operativo, ma una minaccia esistenziale che mette a rischio la tenuta del Sistema-Paese. Data la configurazione logistica italiana, dipendente in larga misura dal trasporto su gomma, la paralisi finanziaria delle imprese del settore prefigura un blocco sistemico dell'approvvigionamento di beni essenziali. La situazione è insostenibile: con un aumento del prezzo del gasolio passato mediamente da 1,70 a 2,19 euro/litro in un solo mese (+29%), le imprese rischiano il fermo totale per impossibilità tecnica di coprire i costi operativi.
A fare un'analisi durante una conferenza stampa svoltasi ieri, 9 aprile 2026, è stata Assotir- Associazione italiana imprese per il trasporto, che ha denunciato la duplice speculazione che si è innescata con il conflitto in Iran. A quella sul gasolio, infatti, si aggiunge il rincaro dei prezzi dei prodotti di consumo, con la falsa motivazione dell'aumento del costo del trasporto.
© Assotir
Claudio Donati e Anna Vita Manigrasso, rispettivamente segretario generale e presidente di Assotir, durante la conferenza stampa online
La presidente di Assotir, Anna Vita Manigrasso, ha dichiarato: "Mentre i prezzi al consumo di beni di prima necessità subiscono rincari a doppia cifra, tali aumenti vengono ingiustamente attribuiti ai costi di trasporto. In realtà, l'incidenza del trasporto sul prezzo finale giustificherebbe variazioni inferiori all'1%".
"L'aumento del costo del gasolio tra febbraio e fine marzo ha assunto proporzioni strutturali, colpendo un settore già fragile e impreparato – ha aggiunto Claudio Donati, segretario generale di Assotir – Poiché il gasolio incide mediamente per un terzo sul costo totale del trasporto, un aumento del 30% del carburante dovrebbe tradursi in un adeguamento tariffario del 10%".
© Assotir
Uno dei punti centrali emersi è la discrepanza tra l'aumento reale dei costi di trasporto e l'aumento dei prezzi dei beni di largo consumo nei supermercati. L'autotrasporto viene spesso utilizzato come "capro espiatorio" per giustificare rincari speculativi.
"Anche ipotizzando un aumento tariffario del 10%, che spesso i trasportatori non ricevono, l'impatto sul prezzo finale del prodotto sarebbe minimo. Perciò la maggior parte dell'aumento subito dai consumatori finisce in altre postazioni della filiera logistica o distributiva, e non nelle tasche dei trasportatori", ha sottolineato Donati.
© Assotir
L'esempio delle arance
"Prendendo in esame 10 kg di arance, si è registrato un aumento del prezzo al dettaglio del 17,45% nell'arco di un solo mese. Tuttavia, l'incidenza reale dell'aumentato costo del trasporto su questo rincaro è risultata essere praticamente nulla, traducendosi in un impatto di soli pochi centesimi a fronte di rincari complessivi ben più pesanti – ha spiegato Donati – Denunciamo perciò il rischio che la nostra categoria venga non solo danneggiata economicamente e beffata, ma passi persino da vittima a carnefice. L'opinione pubblica e i consumatori sono infatti portati a credere, erroneamente, che i trasportatori non stiano soffrendo la crisi, ma stiano anzi guadagnando, scaricando i costi aggiuntivi sui cittadini".
© Assotir
Assotir propone interventi legislativi urgenti
Assotir ha presentato un piano di iniziative per affiancare le aziende di trasporto, che possono essere inserite già nel Dl Carburanti, al momento all'esame del Senato. Secondo l'Associazione, è essenziale stabilire per legge quanto incida il costo del gasolio sulla tariffa di trasporto: questa lacuna spesso vanifica l'efficacia della clausola-gasolio nei contratti tra vettori e committenti. Inoltre, è necessario adeguare ogni settimana la clausola. Attualmente la revisione è mensile. Assotir chiede, inoltre, di intervenire sui sostegni economici al settore, visto che purtroppo si sono rivelati insufficienti e tardivi. Occorre, infatti, uno stanziamento congruo per finanziare il credito di imposta, che deve essere di 20 centesimi al litro e riguardare il gasolio consumato nel trimestre marzo-maggio 2026.
L'Associazione chiede di costituire, a livello istituzionale, un Tavolo di confronto tra committenti e vettori per concordare linee di comportamento coerenti, non solo con la normativa, ma anche e soprattutto con la drammaticità della situazione. "È evidente che i committenti che chiedono sconti tariffari a chi sta subendo un'impennata vertiginosa dei costi aziendali, sanno di godere di una posizione di potere e di poterne abusare", ha dichiarato Manigrasso. "Condivideremo questa proposta con le altre associazioni presenti nell'Albo degli autotrasportatori, in modo che la richiesta di intervenire su queste problematiche provenga dall'intera categoria".
"Se si ferma il trasporto, si ferma il Paese. Non è uno slogan, ma è un dato di fatto. Facciamo in modo che i trasportatori non debbano solo sopravvivere, ma vivere", ha concluso la presidente.

Per maggiori informazioni:
Assotir - Associazione italiana imprese di trasporto
Via Villa San Giovanni, 18
00173 Roma - Italy
+39 06 7221815
www.assotir.it