Nella settimana che va dal 30 marzo al 3 aprile 2026, il comparto ortofrutticolo del Mercato Alimentare di Milano ha mostrato dinamiche contrastanti. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il mercato totale (escludendo frutti rossi e prodotti secchi) ha registrato un incremento dei prezzi del 6,2%, pur segnando una lieve flessione dell'1,8% rispetto alla settimana precedente.
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Questo scenario si è inserito in un contesto di attesa per la Pasqua, con previsioni di maggiori volumi di vendita nonostante le difficoltà legate a gelate tardive e vento che hanno colpito la produzione nel Centro-Sud Italia.
Ortaggi: rincari record per i pomodori
Il comparto degli ortaggi è quello che subisce la variazione più marcata rispetto al 2025, con un aumento complessivo del 18,8%. A trainare questa crescita è il trend inarrestabile dei pomodori, i cui prezzi sono raddoppiati o triplicati rispetto all'anno scorso: i ciliegini segnano un +96,5%, i Piccadilly un +138,1% e i cuore di bue verdi un +126%. Tali rialzi, originati già nelle zone di produzione, sono solo parzialmente giustificati dal maltempo e dall'aumento dei costi di trasporto legati alla crisi in Medio Oriente.
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Segnali di rialzo si registrano anche per cavolfiori e broccoli (+233% per i broccoli rispetto all'anno scorso), a causa della ridotta disponibilità dovuta all'eccessiva umidità nei campi. Al contrario, si osserva una riduzione del prezzo per le melanzane (-16,9% rispetto alla settimana precedente) e una stabilità per le zucchine. Le cipolle tonde bianche hanno subito un crollo del 45,8% nell'ultima settimana.
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Frutta e agrumi: stabilità e occasioni stagionali
La frutta presenta una situazione più distesa, con prezzi in calo del 3,8% rispetto all'anno precedente. Il momento è caratterizzato da quotazioni generalmente stabili per le mele, mentre i limoni mostrano un lieve aumento dovuto alla fine della stagione produttiva.
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Per quanto riguarda i frutti rossi, si registra un ribasso per le fragole (-24% rispetto alla settimana scorsa), grazie alla maggiore disponibilità di prodotto legata al pieno della stagione produttiva italiana e all'ingresso di volumi dalla Spagna. Gli asparagi, ormai nel pieno della stagione, mantengono prezzi invariati rispetto alla settimana precedente.
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Analisi territoriale e inflazione
Dal confronto tra i mercati del Nord Italia, Milano risulta mediamente più cara per gli ortaggi rispetto a Bergamo, Torino e Verona. Infine, i dati Istat di gennaio-febbraio 2026 indicano un'inflazione al dettaglio del +1,9%, un valore decisamente inferiore rispetto ai rincari a doppia cifra osservati per molte varietà di ortaggi all'ingrosso.