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Aggiornamento BMTI al 26 marzo 2026

L'aumento dei costi di produzione e logistici colpisce ancora i pomodori

L'aggiornamento del 26 marzo 2026 di Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) sull'andamento dei prezzi all'ingrosso del comparto ortofrutticolo, rilevati anche nei mercati della Rete Italmercati, conferma una tendenza generale al rialzo dei prezzi, a eccezione di alcuni prodotti, spinta da fattori climatici avversi e dall'incremento dei costi logistici e di produzione.

© BMTI

Rispetto alla scorsa settimana, per i prodotti siciliani come melanzane, peperoni e zucchine si registra stabilità, sebbene su livelli molto alti rispetto al 2025. In particolare, le melanzane registrano un incremento annuo vertiginoso del 121% arrivando a costare 3,20 euro/kg a fronte di 1,45 euro/kg del 2025, ma nessuna variazione rispetto alla scorsa settimana.

I rincari più significativi della settimana continuano a riguardare i pomodori, con il ciliegino che sale del 29% in soli sette giorni e il datterino del 20%. Piccadilly a 4,00 euro/kg, a fronte dei 2,10 euro/kg del 2025 (+90%) mentre la varietà a grappolo, il più consumato in questo periodo, conferma un aumento annuo del 44%, e del 16% rispetto alla scorsa settimana.

Tabella prezzi e variazioni ortofrutta
© BMTI

In questo periodo dell'anno, l'approvvigionamento di pomodori, peperoni e melanzane dipende in larga misura dalle produzioni di Spagna, Nord Africa e Sicilia. Tuttavia, l'impennata dei costi logistici e il caro petrolio hanno ridotto la convenienza delle importazioni a lunga percorrenza da mercati come il Marocco e la Spagna.

Questa dinamica, unita a una bassa disponibilità di prodotto causata da fattori ambientali, come il ciclone Harry, ha spinto al rialzo i prezzi del prodotto nazionale, con picchi che per alcune varietà di pomodoro sfiorano il raddoppio rispetto allo scorso anno.

Per maggiori informazioni:
www.bmti.it

Data di pubblicazione:

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