L'immaginario collettivo associa la Sicilia agricola a un sole accecante e a una produttività che garantisce freschezza mentre il resto d'Europa gela. Eppure, negli ultimi mesi, questa certezza è andata in frantumi.
Il comparto ortofrutticolo siciliano sta vivendo uno shock senza precedenti, una sorta di "traslazione geografica" forzata che Paolo Ficili, presidente della cooperativa Donnalucata, con sede a Scicli (RG), definisce Sicilia Londinese. "Due mesi di piogge persistenti, assenza di luce solare e umidità al 100% hanno determinato la perdita del 50-60% delle piante, a causa di patologie fungine, e un notevole ritardo nella maturazione dei palchi. Il trasferimento di un clima tipico del nord Europa in un habitat non predisposto ha alterato le attitudini biologiche delle piante". Parliamo di pomodori, melanzane, zucchine e orticole in generale.
© Donnalucata Soc coop agr
La carenza di prodotto ha innescato una reazione a catena lungo tutta la filiera distributiva, rendendo il fattore "prezzo" secondario rispetto alla "disponibilità". "La criticità principale riguarda l'impossibilità di evadere gli ordini: se per esempio ci chiedono 10 pedane, riusciamo a rispondere con appena 3 o 4, indipendentemente dal prezzo offerto – spiega Ficili – L'andamento delle quotazioni del pomodoro ha subito un deciso incremento a causa della scarsità di prodotto, in netta controtendenza rispetto al mese di gennaio, quando l'abbondanza produttiva, favorita da un meteo favorevole, aveva mantenuto le quotazioni su livelli contenuti. Non solo il pomodoro, ma anche la melanzana nera registra quotazioni positive, pur essendo stata colpita dagli stessi problemi produttivi, sia in Italia sia in Spagna".
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In questo contesto, secondo Ficili, le catene distributive si trovano ad affrontare due ostacoli rilevanti: da un lato le difficoltà nel reperire i volumi necessari, dall'altro i vincoli sui prezzi al consumo, con situazioni in cui il costo d'acquisto all'ingrosso supera addirittura il prezzo di vendita finale, comprimendo fino ad azzerare o rendere negativi i margini.
"Se l'anomalia climatica dovesse diventare strutturale, sarà necessaria una revisione dei piani industriali, che includerebbe il taglio dei volumi, la riduzione del numero di clienti serviti e un ridimensionamento generale dell'attività produttiva", sottolinea Ficili.
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Le previsioni per le prossime settimane non indicano segnali di ripresa significativi a causa della struttura dei cicli di trapianto. "Noi lavoriamo con cicli lunghi, da settembre a giugno, e allo stato attuale annoveriamo piante danneggiate e produttività limitata, con impossibilità di recupero. Circa un 30% di produttori effettua un doppio ciclo, con trapianto a gennaio. In questo caso, l'entrata in produzione è prevista ad aprile, ma i volumi restano comunque insufficienti a compensare le perdite totali".
Rinnovata presenza a Macfrut
Donnalucata conferma la propria presenza a Macfrut 2026, consolidando la strategia degli ultimi anni. "Sarà l'unica fiera annuale di riferimento per noi. Rinunciamo infatti ad altri appuntamenti internazionali, come quello di Berlino. I nostri obiettivi strategici sono: incontrare i responsabili acquisti delle catene distributive; relazionarci con i fornitori di macchinari, materiali e case sementiere; mantenere i rapporti con i tecnici e i professionisti che coadiuvano l'azienda", spiega Ficili. "Il nostro stand avrà una superficie di 50 metri quadrati e sarà situato, come da un paio di anni a questa parte, in una posizione di prestigio accanto a partner importanti".
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"La partecipazione a Macfrut rappresenterà, inoltre, un momento cruciale per confrontarsi con gli attori della filiera su queste nuove sfide ambientali e di mercato", conclude il presidente della cooperativa.
Donnalucata esporrà a Rimini Fiera, dal 21 al 23 aprile 2026, in Hall B2 - Stand 63.
Per maggiori informazioni:
Donnalucata Soc coop agr
Contrada Arizza Snc
97018 Scicli (RG) - Italy
+39 0932 852154
[email protected]
www.donnalucata.farm