"In Italia, i vivaisti in grado di moltiplicare piante in regime biologico sono 11, con 106 varietà disponibili. Numeri piccolissimi rispetto alla richiesta e al numero di varietà bio registrate (oltre 7000). Manca una programmazione e una organizzazione in tal senso". Luigi Catalano, operativo in SOI e CIVI Italia, anticipa alcuni dei temi di cui si parlerà a Macfrut, al convegno "Vivaismo biologico di specie frutticole ed orticole" del 21 aprile alle 10.30.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.it
"In Italia si lavora in deroga - precisa Catalano - e questo è stato segnalato anche dall'Unione europea. Mancano varietà e portinnesti bio, perchè i pochi vivai autorizzati non riescono a soddisfare tutte le richieste. inoltre, le varietà disponibili sono poche. Il comparto è da ripensare e organizzare al meglio tramite una programmazione strategica".
Altro nodo in discussione sarà quello dei campi madre di piante madri bio, in modo tale che tutta la filiera sia certificata. "Alla fine della filiera del biologico - sottolinea Catalano - vi è però il fatto che la Gdo non valorizza a sufficienza il prodotto finale e difetti superficiali, che non vanno a inficiare minimamente la qualità organolettica, penalizzano il produttore. In occasione del convegno vogliamo essere propositivi e costruttivi, dando spazio alle diverse voci".
L'attività convegnistica a Macfrut nell'ambito del vivaismo e dell'innovazione varietale spazierà su diversi campi, affrontando tematiche attuali e nella prospettiva di sfide future. Il focus sui due prodotti simbolo di Macfrut 2026, avocado e mango, senza tralasciare le specie cosiddette minori (papaya, anona, macadamia, ecc.), sarà affrontato con un approccio di filiera insieme ai massimi esperti internazionali, su prodotti sempre più protagonisti nel mercato globale, con una crescita a doppia cifra anche nel nostro Paese, che al momento non è però in grado di supplire alla richiesta di piante per la costituzione dei frutteti.
Per maggiori informazioni: Plant Nursery Area