Il gruppo di trasporto marittimo Maersk ha annunciato la sospensione temporanea di due importanti servizi container che collegano il Golfo Persico con Europa ed Estremo Oriente. La decisione riguarda il servizio ME11 (Middle East-Europe) e il servizio FM1 (Far East-Middle East) e rientra nelle misure straordinarie adottate dall'azienda a fronte dell'escalation militare in Medio Oriente.
Secondo l'aggiornamento operativo pubblicato il 6 marzo, la compagnia ha effettuato una revisione dei rischi legati alla navigazione nel Golfo e ha deciso di sospendere le rotte per tutelare equipaggi, navi e merci, oltre a limitare possibili effetti a catena sulla rete globale dei servizi marittimi.
Stop a due servizi chiave per i flussi commerciali
Le due linee sospese rappresentano corridoi logistici strategici:
- FM1, che collega i principali porti dell'Estremo Oriente con il Medio Oriente;
- ME11, che connette il Medio Oriente con l'Europa.
Il blocco dei servizi arriva in un momento di forte instabilità regionale che sta compromettendo la sicurezza delle rotte nel Golfo Persico e nello stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio marittimo globale.
© Maersk
Impatti sui flussi logistici e sulle catene del freddo
Parallelamente alla sospensione delle rotte, Maersk ha anche bloccato temporaneamente le prenotazioni di carichi - inclusi i container refrigerati - verso diversi Paesi del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti, Oman, Iraq, Kuwait, Qatar, Bahrain e Arabia Saudita.
Per il settore ortofrutticolo internazionale la misura potrebbe avere effetti significativi. Il Golfo rappresenta infatti un importante hub per la distribuzione di prodotti freschi e refrigerati verso Medio Oriente, Asia meridionale e Africa orientale. Eventuali deviazioni delle rotte o transhipment alternativi potrebbero comportare: allungamento dei tempi di transito; aumento dei costi logistici; maggiore pressione sulla gestione della catena del freddo.
Prenotazioni esistenti e merci in transito
Per gestire le criticità operative e l'organizzazione di rotte alternative, Maersk ha introdotto anche un Emergency Freight rate applicato ai carichi in partenza o diretti verso porti di Iraq, Kuwait, Arabia Saudita (Dammam e Jubail), Bahrain, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman (escluso Salalah). Il sovrapprezzo varia in base alla tipologia di container: 1.800 dollari per un 20' dry, 3.000 dollari per un 40' dry e 3.800 dollari per container refrigerati (reefer), speciali o con merci pericolose. La tariffa è stata introdotta per coprire i costi legati alla ricerca di rotte alternative, stoccaggi temporanei e charter aggiuntivi, oltre al successivo trasporto verso la destinazione finale quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Maersk precisa inoltre che, data la forte volatilità della situazione, il livello del sovrapprezzo potrebbe essere modificato nelle prossime settimane.
Nel frattempo, le operazioni terrestri - come autotrasporto, ferrovia e magazzinaggio - restano attive nella regione, seppure con possibili rallentamenti dovuti a controlli di sicurezza più stringenti e congestioni ai confini.
Lo scenario è ancora incerto. Maersk ha sottolineato che la situazione resta altamente volatile e che ulteriori aggiornamenti operativi potrebbero arrivare nelle prossime settimane.
Per maggiori informazioni:
www.maersk.com