"Le inadempienze dei terminals e delle autorità portuali non devono essere a carico dell'ortofrutta: questo è un concetto che deve arrivare chiaro e forte". Marinella Calabrò, della ditta GOA Logistic di Genova, si fa portavoce delle proteste del comparto ortofrutticolo che si avvalgono delle spedizioni via mare per importare ed esportare frutta e verdura, fresca o a temperatura controllata.
"Da alcune settimane - spiega Calabrò - nei porti di Genova non vengono convalidati i certificati sanitari per prodotti alimentari vegetali congelati quali fragole, broccoli, carciofi, funghi".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itMarinella Calabrò
E continua: "In Italia, i porti dotati di zona PNAO per i controlli sull'ortofrutta sono pochi. Nei porti della Liguria siamo bloccati, in quanto nessun terminal possiede la zona PNAO legata ai controlli veterinari sulla merce alimentare di origine non animale trasportata a temperatura controllata. Stiamo rischiando il collasso e sia gli importatori sia noi siamo esasperati e non vediamo una luce all'orizzonte. Eppure tanto i terminal quanto le compagnie marittime non sono mai in perdita e quindi potrebbero investire nel migliorare le proprie infrastrutture. Mi spiace dirlo, ma da parte delle Autorità di Sistema Portuale non vediamo la buona volontà per risolvere le questioni che le nostre associazioni pongono costantemente sul tavolo".
Il paradosso di tutto ciò è che sempre di più gli importatori decidono di dirottare le merci nei porti del nord Europa, in quanto ritengono che quelli italiani non siano idonei a ricevere questo tipo di merce. Inoltre, prodotti che non possono entrare in Italia da porti esteri li ritroviamo poi nella Gdo. L'economia italiana perde un PIL inimmaginabile".
Poi vi è il nodo della sovrattassa per i ritardi e la congestione dei porti. Applicata da giugno 2024 e pari a 120 euro, a causa dell'esasperazione degli autisti per le lunghe code che si formavano presso i varchi, doveva rimanere per un mese soltanto e invece viene tuttora applicata. "I porti non sono congestionati continuamente - precisa Calabrò - ma la sovrattassa è rimasta, pari a 90 euro. Tra l'altro non c'è uniformità tra le varie ditte di trasporti: c'è chi addebita meno e chi addirittura niente. Ma l'importatore non può sempre subire e pagare. I rischi imprenditoriali dovrebbero essere per tutte le categorie: trasporti terrestri, compagnie marittime, dogana, terminal. Purtroppo, tale equa ripartizione a oggi è un'utopia".
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