La campagna dei mandarini di quest'anno si sta rivelando particolarmente anomala. Tra condizioni meteo avverse, problemi agronomici e scarsa disponibilità, gli operatori si stanno muovendo in un mercato caratterizzato da un'offerta limitata. Alla Banagrumes, il presidente Alain Alarcón descrive una situazione in cui la sfida principale non è la domanda, ma l'approvvigionamento. "La cosa più difficile oggi è trovare il prodotto", afferma Alarcón.
© Banagrumes
Produzione mediterranea in forte calo
In Spagna, i volumi di mandarini Orri sono diminuiti drasticamente, con un raccolto stimato circa la metà rispetto allo scorso anno. Secondo Alain Alarcón, questa flessione non è dovuta esclusivamente ai recenti eventi meteo. "Ci sono state anche delle difficoltà durante la fioritura e l'allegagione in primavera, che hanno comportato rese per albero inferiori", spiega Alarcón.
Anche in Sicilia, il maltempo ha causato gravi interruzioni nella produzione. I forti venti hanno provocato la cascola dei frutti e danni nei frutteti, colpendo in particolare la varietà Newhall verso la fine della stagione. I centri di confezionamento sono stati costretti a effettuare una selezione molto accurata, con tassi di scarto talvolta pari al 40-50%. "Abbiamo dovuto affrontare una vera carenza di prodotto. Abbiamo ricevuto solo una o due spedizioni di mandarini Ciaculli da Palermo. Si tratta di una varietà antica particolarmente apprezzata dai nostri clienti al dettaglio. Ogni anno ci impegniamo a sostenerla, ma in questa stagione la disponibilità è stata praticamente nulla", spiega Alarcón.
In Portogallo, un fornitore ha subito interruzioni di corrente a causa dei temporali, lasciando l'impianto di confezionamento fermo per diversi giorni. Poco dopo, delle frane hanno gravemente danneggiato la strada di accesso all'impianto, costringendo a lunghe deviazioni. "È stata davvero una stagione molto complicata", riassume Alarcón.
Offerta limitata nonostante la modesta domanda
Al MIN di Rungis, l'attività commerciale resta piuttosto debole, in parte a causa delle vacanze scolastiche nella regione dell'Île-de-France. La domanda è presente, ma non ha un forte slancio. Ciononostante, l'offerta resta il principale ostacolo.
"L'origine israeliana è attualmente più disponibile, ma c'è un gap di prezzo significativo tra l'Orri israeliano e quello spagnolo, con la frutta spagnola scambiata a livelli molto più alti, quasi il doppio al momento", afferma Alarcón. Di fronte a questa disparità, alcuni esportatori israeliani potrebbero prendere in considerazione l'idea di rallentare le spedizioni fino a un eventuale miglioramento dei prezzi. "Questo è ciò che stiamo sentendo, anche se è difficile dire se accadrà davvero. Speriamo inoltre che le spedizioni spagnole aumentino nelle prossime settimane".
Per ora, il mercato resta in un delicato equilibrio che dipende dall'effettiva disponibilità dei frutteti, dalle imprevedibili condizioni meteo, con ulteriori precipitazioni previste in Spagna questa settimana, e dalle decisioni sulle esportazioni nelle prossime settimane. "I consumi stanno reggendo abbastanza bene, ma senza prodotto è molto difficile operare", conclude Alain Alarcón.
Per maggiori informazioni:
Alain Alarcon
Banagrumes
+33 0 1 45 12 28 40
[email protected]
www.banagrumes.com