Secondo le stime preliminari, nel mese di febbraio 2026 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,8% su base mensile e del +1,6% su base annua (da +1,0% nel mese precedente).
L'accelerazione dell'inflazione risente principalmente della dinamica tendenziale dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +0,7% a +3,0%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +4,9%) e degli alimentari non lavorati (da +2,5% a +3,6%); rallentano i prezzi degli alimentari lavorati (da +1,9% a +1,7%) e aumenta la flessione di quelli degli energetici, regolamentati (da -9,6% a -11,3%) e non (da -5,9% a -6,2%).
Nel mese di febbraio l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, evidenzia una risalita (da +1,7% a +2,4%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,5%).
© ISTAT
A febbraio 2026, i prezzi dei beni mostrano un lieve calo su base annua (-0,2%, come a gennaio), mentre i prezzi dei servizi aumentano il loro ritmo di crescita (da +2,5% a +3,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, aumenta, passando da +2,7 punti percentuali a +3,8 punti percentuali.
Il tasso tendenziale di variazione dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenzia una moderata accelerazione (da +1,9% a +2,2%).
La variazione congiunturale dell'indice generale (+0,8%) risente principalmente dell'aumento dei prezzi dei tabacchi (+3,3%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,1%), dei servizi relativi ai trasporti (+2,0%), degli alimentari non lavorati (+1,1%) e degli energetici non regolamentati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli energetici regolamentati (-1,2%).
Federdistribuzione: "Inflazione in leggera crescita, la ripresa dei consumi resta fragile"
"Nonostante nelle ultime rilevazioni si registrino alcuni lievi segnali di miglioramento nella fiducia delle famiglie, il quadro dei consumi resta improntato alla debolezza e le prospettive di un rilancio strutturale della domanda interna rimangono ancora incerte. A rendere più instabile il contesto contribuisce anche l'attuale scenario geopolitico, che potrebbe determinare nuove tensioni sul piano economico, con possibili ripercussioni sulle catene di approvvigionamento, in particolare energetiche", si legge in una nota di Federdistribuzione.
"In questa congiuntura complessa, le imprese del retail moderno confermano il proprio impegno a sostegno del potere d'acquisto delle persone. Con le attività promozionali, una costante attenzione agli assortimenti e il rafforzamento dell'offerta di prodotti a Marca del Distributore, che coniuga qualità e convenienza, il settore continua a garantire un presidio fondamentale per le famiglie e per la tenuta dei consumi".
"Resta tuttavia essenziale creare le condizioni per una ripresa strutturale della domanda interna nel lungo periodo – conclude la nota – A tal fine, vanno nella giusta direzione, così come proposto da Federdistribuzione, le misure introdotte dal Governo volte alla defiscalizzazione degli aumenti derivanti dai recenti rinnovi contrattuali, che rappresentano un contributo positivo al reddito dei lavoratori".