© Hugoht | DreamstimeLa crisi del traffico aereo in Medio Oriente, aggiornata al 1 marzo 2026 alle 14:00, sta ridefinendo in poche ore l'operatività dell'aviazione civile e, soprattutto, la disponibilità di capacità per il trasporto aereo delle merci. L'innesco è nella sequenza di attacchi avviati il 28 febbraio 2026 con l'operazione "Epic Fury", condotta da una coalizione guidata da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran. Nelle stesse ore, la conferma del decesso della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, è un fattore di accelerazione dell'escalation e di irrigidimento della postura di difesa aerea in tutta l'area. La risposta iraniana, descritta come operazione "True Promise 4", ha portato attacchi con droni e missili e una rapida estensione delle misure di interdizione del traffico civile da parte delle autorità aeronautiche regionali.
Per l'aviazione civile, il punto di rottura non è solo la minaccia diretta d'ingaggio, ma l'impossibilità di garantire separazione e identificazione affidabile dei bersagli in uno scenario in cui operano sistemi di difesa aerea in più Paesi e a tutte le quote. Il bollettino Czib 2026-03 dell'Easa raccomanda agli operatori di evitare gli spazi aerei di Bahrain, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e l'area settentrionale dell'Arabia Saudita, segnalando un rischio elevato legato a missili, droni e capacità antiaeree in grado di colpire anche in crociera.
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Fonte: Trasporto Europa