Sono a Baltimora (città nello Stato del Maryland) per presenziare alla PHD thesis dissertation (dottorato) di mia figlia Alice e, smaltita la sbornia di lacrime e orgoglio paterno, non potevo esimermi dal visitare il reparto ortofrutta di Whole Food, uno dei miei preferiti in assoluto.
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Già in passato avevo sottolineato come una delle caratteristiche principali di questo retail sia, a mio avviso, la parte del pronto in tavola e dei banchi di ortofrutta sfusa dedicata alla composizione di ciotole mix custom made. Per queste ultime ho ritrovato un'offerta ancora più profonda, con aggiunta di vasche contenenti frutta secca varia, piccoli frutti come i mirtilli, uva sgrappolata, legumi cotti, così da rendere veramente infinita la ricettazione possibile.
E devo sottolineare come la qualità dei prodotti in foglia disponibili per il ciotolame sia sempre freschissima, fattore che ne evidenzia un'altissima rotazione se consideriamo come l'appassimento nelle vasche a cielo aperto sia il nemico più temibile per questa tipologia di offerta.
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Passando alla disamina dell'ortofrutta generica a banco, ho notato - rispetto alla visita precedente - alcune sottigliezze gestionali degne di essere sottolineate. In primis nella cartellonistica si riscontra una forte presenza di referenze segnalate come prodotto 'local', quindi non km-0, ma comunque a forte valenza di prossimità.
A seguire, nel banco dei piccoli frutti ho riscontrato, oltre a un'offerta particolarmente ampia in termini di grammature proposte, l'offerta di mirtilli jumbo size, che avevo già in passato auspicato realizzabile in Italia.
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Molto interessante la comunicazione sul mondo avocado, di cui gli USA sono tra maggiori consumatori mondiali. Un cartello a latere della cassa indica l'indice di maturazione dei frutti riportando la dicitura: "ready in 1-2 days" o "ready in 3-4 days". Da replicare!
Sull'assortimento delle verdure, quasi tutte le referenze proposte sono vendute a pezzo con etichetta riportante il codice Ean, dalle carote alle bietine passando per broccoli e cavolfiori. Financo i finocchi sono proposti a grumolo singolo con gambo di circa 20 cm, spumiglia compresa.
Tutta la gamma a parete è supportata da un impianto di nebulizzazione per mantenere sempre la merce 'viva', mentre le verdure esposte su lineare piatto sono adagiate su del ghiaccio granulare.
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Notevole il murales dedicato alla frutta tagliata in confezione, con un'offerta ricchissima sia per tipologia di mix sia per grammature, che variavano dai 500 grammi a 1.5 kg. Questo corner crea dipendenza solo a guardarlo, spingendo a un acquisto compulsivo!
Sul fronte banane, presenti solo in versione organic, quindi bio, la peculiarità da evidenziare è l'esposizione su una parete bilaterale, e con un lato dedicato a frutti di colore 2/3 e l'altro per i frutti colore 4/5. L'acquisto diventa quindi intuitivo e declinato sulle esigenze del cliente.
Un capitolo a parte è il discorso prezzi su cui Whole Foods si distingue senza remore, posizionandosi in fascia alta, altissima. A titolo di esempio, ho memorizzato: un finocchio singolo 3.49 dollari, un mazzo di bietina 2.99 dollari, mele Cosmic Crisp bio 3.49 dollari la libbra (453 grammi) o 2.79 se cliente Prime. Da non replicare!
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Segnalo infine la notevole incidenza su questa insegna dell'e-commerce gestito in collaborazione con Amazon, dove il delivery costa ben 9.95 dollari con spesa fino a 50 dollari, 6.95 dollari con spesa inferiore a 100 dollari o nulla con spesa superiore.
Giancarlo Amitrano
Esperto retail
(Rubrica num. 87)





