Dopo un 2025 complesso, caratterizzato dagli impatti climatici e dalla riduzione dei volumi, il settore bananiero costaricano mostra segnali di ripresa. A parlarne è Marcial Chaverri della National Banana Corporation (Corbana). "Chiuderemo con un calo delle casse e senza dubbio una percentuale inferiore nelle vendite, circa l'11% rispetto al 2024". Nonostante questo calo, la domanda internazionale continua a superare l'offerta. "Le banane costaricane normalmente non sono sufficienti a soddisfare la domanda del mercato", osserva Marcial, aggiungendo che il 100% della frutta viene comunque venduta e immessa sui mercati.
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La ripresa ha spinto il settore a tornare ad ampliare l'area di produzione per la prima volta in due decenni, parallelamente al rinnovamento delle piantagioni volto ad aumentare le rese nei prossimi anni. Tuttavia, la redditività rimane sotto pressione. I costi di manodopera, logistica e sociali sono in aumento, mentre i prezzi dei supermercati in alcune destinazioni rimangono molto bassi. "Si parla molto di sostenibilità, ambiente e standard di lavoro, ma questo dibattito non si riflette sui prezzi", afferma Chaverri. I requisiti di certificazione, inoltre, si sono moltiplicati: alcune aziende devono gestire fino a 16 certificazioni per poter accedere a mercati diversi.
Nonostante le avverse condizioni meteo all'inizio del 2025, il settore è riuscito a mantenere la qualità dei frutti, la stabilità delle rese e la costanza dell'offerta. La qualità rimane un fattore chiave di differenziazione, supportata da rigorosi sistemi di tracciabilità e controllo. Chaverri sottolinea: "Da oltre 15 anni non abbiamo ricevuto un solo rifiuto in nessun mercato a causa di tracciabilità, controllo ambientale o limiti massimi di residui, grazie ad approfonditi audit ambientali e al lavoro di tutto il settore".
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Europa e Stati Uniti rimangono le principali destinazioni di esportazione, ma la Costa Rica sta attivamente diversificando geograficamente. Si aprono delle opportunità di crescita nei Paesi nordici, nell'Europa orientale, nei Caraibi, in Sud America, in Nord Africa, in Medio Oriente e in Asia. "Parte della nostra strategia è diversificare sia i mercati sia i segmenti, per garantire la continuità aziendale", spiega Chaverri.
L'industria ha inoltre rafforzato le misure di biosicurezza a seguito della presenza di Fusarium R4T in Ecuador. I protocolli preventivi sono coordinati con le autorità nazionali, mentre sono in corso ricerche e sperimentazioni sul campo per sviluppare varietà tolleranti o resistenti. "Anche se una varietà è resistente, se non ha un buon sapore, non ci è utile", afferma Chaverri, sottolineando l'importanza dell'apprezzamento da parte dei consumatori.
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Con il marchio "Essential Costa Rica", il Paese continua a posizionarsi come un'origine competitiva per le banane grazie alla produttività, alla qualità e ai rigorosi standard sociali e ambientali. Tuttavia, persistono sfide strutturali, in particolare la carenza di manodopera, poiché le giovani generazioni sono meno inclini a lavorare in agricoltura. Di conseguenza, la tecnologia assume un ruolo sempre più centrale, con maggiore automazione negli impianti di confezionamento, utilizzo più efficiente dell'acqua e adozione diffusa di droni. Guardando al futuro, la sostenibilità del settore dipenderà, nel lungo periodo, non solo dalla diversificazione e dall'innovazione, ma anche da prezzi più equi lungo tutta la filiera.
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Marcial Chaverri
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Costa Rica
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