© Stangot | DreamstimeL'avvio del 2026 si è rivelato molto gravoso per l'autotrasporto. Secondo il rapporto dell'Ufficio Studi della Cgia, diffuso il 7 febbraio 2026, l'aumento dei pedaggi autostradali, pari a circa il 1,5 percento, e quello del gasolio per autotrazione, cresciuto del 3,6 percento tra la fine del 2025 e l'inizio dell'anno, hanno determinato un deciso incremento dei costi fissi per le imprese. Si tratta di rincari che interessano l'intero comparto, ma che risultano particolarmente penalizzanti per le realtà di dimensioni più contenute.
Se il prezzo del gasolio alla pompa dovesse rimanere invariato per tutto il 2026, i costi fissi delle attività di autotrasporto potrebbero aumentare di diverse migliaia di euro per singolo veicolo. L'impatto è più pesante per le piccole imprese e per i padroncini che, nella maggior parte dei casi, non riescono ad accedere né ai rimborsi sui pedaggi né ai crediti di imposta per compensare l'incremento delle accise. Secondo le stime della Cgia, ogni veicolo industriale impiegato da queste aziende potrebbe registrare un aumento medio annuo di circa duemila euro per il solo acquisto del carburante rispetto al 31 dicembre scorso, comprimendo ulteriormente margini già ridotti.
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Fonte: Trasporto Europa