L'agrumicoltura brasiliana continua a confrontarsi con uno dei suoi maggiori problemi strutturali: la diffusione del citrus greening (HLB), la malattia più distruttiva per il settore. Fundecitrus segnala che l'incidenza media dell'HLB nelle regioni agrumicole di San Paolo e Minas Gerais ha raggiunto il 47,6%, una percentuale significativa che evidenzia la gravità del problema.
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"L'HLB è progredita quest'anno, sebbene meno rispetto alle stagioni precedenti", spiega Guilherme Rodriguez, coordinatore della Pesquisa de Estimativa de Safra (PES) di Fundecitrus. Pur continuando a crescere, il suo ritmo è rallentato rispetto agli anni passati, quando gli incrementi annuali erano più consistenti.
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La situazione varia da regione a regione. Alcune aree tradizionali segnalano incidenze prossime all'80%, mentre altre, come il Triangulo Mineiro, registrano livelli inferiori all'1%. "Queste sono regioni in cui la malattia rimane contenuta, anche se nell'ultimo anno abbiamo osservato un incremento anche in queste zone", osserva Rodriguez.
Il citrus greening influisce significativamente sulla produzione. "La scorsa stagione, il Brasile ha prodotto 230 milioni di casse di agrumi e il 18% dei frutti è andato perso ancora prima della raccolta. Il 50% dei frutti sono caduti a causa dell'HLB, la percentuale più alta che abbiamo registrato finora", prosegue lo specialista.
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Oltre a causare la caduta dei frutti, la malattia ha un impatto diretto anche sulla qualità. Rodriguez spiega: "Quando la pianta è affetta da questa malattia, la qualità del succo è compromessa, gli zuccheri diminuiscono e l'acidità aumenta, un fattore particolarmente rilevante per l'industria dei succhi".
Il controllo del citrus greening comporta costi di produzione più elevati. "Non esiste una cura per la malattia. Una volta infettata, una pianta non può guarire", afferma Rodriguez. La gestione si concentra quindi sulla rimozione delle piante infette e sulla loro sostituzione con esemplari sani, oltre al contenimento della psilla, l'insetto che trasmette l'HLB, attraverso trattamenti chimici, lotta biologica, prodotti botanici e caolino utilizzato come repellente. Queste pratiche, un tempo poco comuni, sono oggi essenziali per l'agrumicoltura brasiliana.
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A livello settoriale, gli sforzi collettivi sono particolarmente importanti. "Oltre 38.000 trappole gialle vengono utilizzate per monitorare la psilla e, dal 2018, circa 5,8 milioni di piante malate sono state rimosse nelle vicinanze delle proprietà commerciali. Si tratta di un'iniziativa regionale sostenuta sia dai produttori sia dalla società nel suo insieme", sottolinea Rodríguez.
Guardando al futuro, lo specialista non esclude la possibilità che la malattia si stabilizzi. "La popolazione di psilla è diminuita negli ultimi due anni. È possibile che l'incidenza si stabilizzi, pur rimanendo elevata". La crescita di nuove aree di produzione con minore pressione sanitaria potrebbe lentamente modificare il panorama dell'agrumicoltura brasiliana.
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Il messaggio per i coltivatori è chiaro. "La coltivazione degli agrumi è diventata un'attività ad alta tecnologia e ad alta intensità. Per gestire il citrus greening, è necessario applicare tutto ciò che la scienza ha sviluppato finora, senza compromessi", conclude Rodríguez.
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