Dopo le tinte fosche del giro d'affari che hanno caratterizzato il Natale 2022, finalmente l'ortofrutta nazionale fa i conti con una Pasqua 2023 dai colori vivaci per volumi movimentati e fatturati.
Sicuramente una serie di fattori contingenti, e probabilmente irripetibili nelle future congiunzioni astrali, hanno aiutato il settore a performare in maniera inconsueta per il suo trend, ma già dai primi di marzo in realtà si andava delineando un ravvivamento dei volumi, unitamente a qualche deriva inflattiva a sostegno dei fatturati, che lasciavano intravedere una fioca luce in fondo al tunnel.
Il focus dell'attenzione, ovviamente, era tutto teso verso la settimana di Pasqua, con i prodotti ricorrenza a far da traino alle vendite, ma con il solito toto-volantini sui prodotti cardine di stagione in ortofrutta. Il primo appunto positivo da fare è che fragole e carciofi non sono mancati, per cui la loro immancabile presenza in quasi tutti i volantini nazionali è stata ben sostenuta dalla reperibilità, nonostante alcuni cali di temperatura a ridosso del weekend di festa abbiano fatto temere il peggio. La scelta del prezzo vendita da portare in stampa è stata dettata più dalla volontà di investimento sul prodotto al livello di immagine che dall'incertezza sulle disponibilità.
Per quanto concerne le fragole, la settimana si è ben incastrata in un buon picco produttivo sia nazionale, Campania in primis, sia estero grazie al medesimo momento di grazia spagnolo. Le temperature fresche della notte e della prima mattina hanno poi contribuito ad evitare problematiche di sovra-maturazione, perlomeno sulla pianta. Bene le vendite sia per le classiche vaschette da 500 grammi, paladine delle promo quasi ovunque, sia per i vari formati premium o similari di contorno, con i baby da 1 kg, che hanno espresso numeri inaspettati, almeno per quanto mi riguarda, ma graditissimi vista la battuta importante di cassa.
I carciofi, dal canto loro, hanno potuto beneficiare dalla sovrapposizione di più areali produttivi a garanzia dei volumi dettati dal fabbisogno promozionale: origine Lazio presente sia come Sezze che come Cerveteri, Tarquinia e Pescia Romana, Campania con Battipaglia e Paestum, Sicilia pur in coda di campagna, la ritrovata Sardegna con il medio Campidanese, ripresosi fortunatamente da un febbraio infausto.

I grandi assenti del classico volantino pasquale sono stati, quest'anno, gli asparagi a causa dell'anticipo di calendario della ricorrenza, ma comunque la loro presenza a banco è stata garantita dai primi stacchi, a campo aperto o in tunnellino, avuti principalmente in Puglia, alto Lazio, Sardegna. Chi ha giocato d'azzardo e ha deciso comunque di inserirli nelle promozioni pasquali ipotizzo abbia avuto non poche difficoltà a reperire e assicurare i volumi, mixando estero con Italia e mettendo in conto anche un certo investimento monetario.
La speranza è che questo inizio di primavera dal clima ancora incerto e con molti produttori, come ad esempio quelli di drupacee emiliano romagnoli, che faticano a dormire a causa delle possibili gelate notturne, continui a sostenere i consumi, confermando i buoni auspici commerciali anche nei mesi a venire e che non rimanga invece come un fuoco fatuo. La sensazione è che i consumatori italiani stiano tornando a privilegiare l'ortofrutta nelle loro liste della spesa e tutto il comparto deve cogliere questa opportunità per consolidare l'opportunità di alta classifica concessa, evitando nuove deleterie retrocessioni.
Giancarlo Amitrano
responsabile ufficio acquisti ortofrutta
catena Cedigros
(Rubrica num. 10)