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Eccellente sviluppo delle drupacee nella calda e soleggiata primavera del Capo occidentale

Una primavera anticipata e più calda del solito ha avuto una serie di effetti positivi sui frutteti di drupacee del Capo Occidentale.

La stima delle esportazioni di drupacee è superiore a quella dell'anno scorso, per tutte le categorie: il raccolto stimato di susine di 86.000 tonnellate è superiore del 4% rispetto allo scorso anno, con un aumento del 15% per le esportazioni di nettarine (23.650 tonnellate).

La stima del raccolto di pesche è di 6.550 tonnellate (un aumento del 4%) e, per le albicocche, Hortgro stima che il raccolto da esportazione potrebbe aumentare del 9%, per raggiungere le 3.085 tonnellate. Una buona notizia per gli amanti delle albicocche, dopo alcuni anni di carenze.

Questa è la prima settimana di confezionamento di tutte e quattro le categorie di drupacee, secondo Charl Stander, direttore tecnico della Freshness First (a destra), con sede a Franschhoek, e il raccolto sembra eccezionale, grazie al clima primaverile caldo e secco.

Attualmente vengono raccolte le susine African Rose, Suplum 41 e Suplum 25. Da ora in avanti, i volumi di susine aumenteranno notevolmente e attualmente stanno caricando le loro prime susine via mare.

Charl fa notare che diverse persone gli hanno detto in questa stagione che le drupacee precoci sono inaspettatamente dolci. Solitamente tendono a risultare troppo aspre per il palato sudafricano, ma quest'anno il caldo clima primaverile è stato un vantaggio per lo sviluppo del contenuto zuccherino, per tutte le drupacee.

"È il risultato del clima: il caldo e il sole sono arrivati in anticipo in questa primavera", dice Charl. Le cultivar di albicocca raccolte ora sono le Imperial e Charisma, oltre alla vecchia Supergold (un'albicocca per conserve) che sta gradualmente scomparendo".

Charl ha appena visitato alcuni frutteti dei loro produttori di albicocche Carmingo, dove l'allegagione è stata molto buona. Queste albicocche blush di fine estate sono per il momento ancora completamente verdi. Mentre hanno una lunga storia in Francia, in Sudafrica sono state piantate solo negli ultimi anni. L'elevato fabbisogno di refrigerazione esclude la maggior parte delle aree di produzione.

La mancanza di fiori di campo ha portato gli impollinatori selvatici nei frutteti
Le piogge invernali sono arrivate in ritardo, posticipando la fioritura dei fiori selvatici e delle piante grasse, secondo Charl. Nei frutteti di susine sono arrivate decine di api selvatiche e altri impollinatori, con una conseguente eccezionale allegagione.

"Anche i lotti che non avevano frutti durante la siccità, ora sono pieni, a dimostrazione del dominio della natura", osserva Charl.

I coltivatori stanno ora diradando in modo invasivo, e prevedono frutti più grandi rispetto allo scorso anno.

Recenti grandinate
I lotti sotto rete vengono aperti per consentire l'ingresso agli impollinator. In questa stagione è stato evidente perché le reti sono diventate indispensabili nella frutticoltura.

"Abbiamo già avuto due grandinate in questa stagione, è molto strano", dice Charl, "e ci sono stati dei temporali. Non siamo abituati ai tuoni da queste parti".

L’impatto localizzato della grandine - la scorsa settimana sulla Koo Valley oltre Montagu e nel Witzenberg, la settimana prima sull’Hex River Valley e a Robertson - sarà trascurabile, secondo Charl.

Le precipitazioni invernali sono state decisamente inferiori, ma le dighe sono sufficientemente piene per superare l'estate.

Nessun margine di errore per la qualità
Sui mercati europei ci sono ancora prodotti del raccolto europeo, più di quanto si aspettassero inizialmente. Tuttavia, un prezzo più basso potrebbe stimolare le vendite.

Il potere d'acquisto è scarso e da questo punto di vista, dice Charl, i consumatori sudafricani ed europei sono nella stessa situazione.

"Dico ai produttori di coltivare in modo che ogni frutto possa essere esportato, senza sprechi e senza reclami. Non c'è più margine di errore. La qualità è una delle poche cose su cui abbiamo il controllo, mentre siamo messi all’angolo dall'aumento dei costi".

Gli alti costi dei fertilizzanti (sebbene di recente siano diminuiti) incentivano i produttori a guardarsi intorno e a utilizzare più fertilizzanti organici.

Per quanto riguarda l'irrorazione, negli ultimi anni i loro produttori stanno abbandonando i programmi fissi, per trattamenti applicati secondo necessità e, in questo modo, riducendo la quantità di utilizzo di prodotti chimici.


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