Il primo aprile 2020, l'associazione Anita lancia un nuovo allarme sulla tenuta dell'autotrasporto italiano di fronte all'emergenza della Covid-19, mettendo a rischio anche le forniture di beni essenziali, come alimentari e farmaci. La chiusura degli stabilimenti ha causato una riduzione della domanda di trasporto stradale del settanta percento, lasciando sulla strada solamente i camion che portano i beni di prima necessita. Ma questo non basta per la sopravvivenza economica delle imprese, afferma l'associazione, perché anche le aziende che continuano a lavorare lo fanno in perdita.
"Le nostre aziende specializzate nel trasporto di alimentari freschi, oltre al forte calo del fatturato, subiscono enormi costi per lo sbilanciamento dei flussi di traffico, i percorsi a vuoto, i lunghi tempi di attesa presso gli stabilimenti aziendali e le frontiere" spiega Umberto Torello, presidente di Anita-Transfrigoroute Italia. "Non possiamo continuare a fornire servizi di trasporto per garantire l'approvvigionamento dei prodotti alimentari in assenza di un adeguato sostegno economico e finanziario da parte dello Stato".
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Fonte: Trasporto Europa