Orgogliosamente fuori legge, o almeno - per così dire - disobbedienti. La legge non lo permetterebbe ma loro hanno deciso di portare lo stesso i sacchetti riutilizzabili nel reparto ortofrutta dei propri punti vendita.
"Non è un problema, è una cosa sensata e intelligente. Non penso proprio che ci contesteranno questa scelta, ma se lo faranno ci daranno l'occasione di affrontare l'argomento", dice all'Adnkronos Fabio Brescacin, presidente EcorNaturaSì, azienda di distribuzione di prodotti biologici e biodinamici e prima in Italia a offrire un'alternativa al sacchetto usa e getta.
Iniziativa lanciata il 4 giugno a Roma insieme a Legambiente, alla vigilia della Giornata mondiale dell'Ambiente, con la distribuzione di 100mila sacchetti riutilizzabili per l'ortofrutta. Perché EcorNaturaSì disobbedisce? Scattato il 1 gennaio di quest'anno, il bando ai sacchetti di plastica ultraleggeri usa e getta, non prevede, per i consumatori, l'alternativa riutilizzabile come accade invece con gli shopper usati per la spesa. Il rimpallo tra i ministeri dell'Ambiente e della Salute, che avrebbero dovuto affrontare la questione, si è chiuso con la circolare che prevede la possibilità di usare dei sacchetti portati da casa dal consumatore, sì, purché monouso. Insomma, nessuna alternativa riutilizzabile.