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Dall'Emilia Romagna al Trentino presenza record della Drosophila suzukii

Quest'annata si è dimostrata particolarmente favorevole per la proliferazione della Drosophila suzukii, l'insetto alieno di origine asiatica che è divenuto il nemico numero uno dei cerasicoltori. Al pari del cesenate (cfr. FreshPlaza del 04/07/2016), anche in tutte le altre aree dove l'insetto è diffuso si segnalano voli e catture a livelli molto elevati. La situazione è costantemente monitorata dal Tavolo Tecnico Interregionale che copre Emilia-Romagna, Veneto e Trentino.


Danni da Drosophila suzukii su ciliegia.

In Emilia Romagna, nel vignolese, dove avviene il monitoraggio, l'inverno mite e una primavera particolarmente fresca e piovosa sono stati una manna per la crescita dell'insetto, con voli elevati per tutto il periodo di raccolta delle ciliegie locali. Tra le varietà tardive si sono registrati danni ingenti e favoriti dalle spaccature presenti sui frutti (dovute alle piogge frequenti) tanto che nelle ultime due settimane alcuni produttori hanno interrotto la raccolta.

Questi attacchi sono arrivati in zona Cesarini, quando la stagione era ormai alla sua conclusione (cfr. FreshPlaza del 05/07/2016), dunque senza creare grossi problemi. Oggi gli stacchi sono terminati in praticamente tutte le aziende, eccezion fatta per alcune nelle zone delle aree collinari più tardive. Ora si segnalano danni sulle varietà precoci di susino cino-giapponese a buccia rosso-scuro o nera, pesche e albicocche che sono in raccolta al momento.

Per il resto della stagione cerasicola, nonostante i voli molto elevati, si è svolta senza grossi problemi, complici i produttori che hanno raccolto in fretta una produzione non elevatissima, e complici i trattamenti effettuati con prodotti a base di Spinosad e Cyazypyr. Nel controllo dell'insetto si sono rivelati molto importanti anche i bollettini di monitoraggio della D. suzukii inviati settimanalmente dal Consorzio Fitosanitario di Modena, con indicazioni sui trattamenti da effettuare, e il sito del consorzio stesso, con la sua sezione di news aggiornata costantemente.


Contro l'insetto alieno si studiano parassitoidi autoctoni, come questa Trichopria drosophilae.


In Emilia Romagna sono ora in corso diverse sperimentazioni per trovare dei metodi di controllo dell'insetto che siano alternativi o integrativi di quelli attualmente in uso. Sono partiti i primi test per trovare dei parassitoidi autoctoni, come la Trichopria drosophilae (cfr. FreshPlaza del 08/06/2016), così come pure si stanno testando attrattivi più efficienti per monitorare la presenza e i voli della D. suzukii e tecniche per la cattura massale, mentre le verifiche su reti anti-insetto hanno fornito risultati molto interessanti, in particolare sulle cultivar tardive. Tutte queste attività di ricerca sono condotte in collaborazione con le Università di Bologna, di Modena e Reggio Emilia, e di Ferrara, con il Servizio Fitosanitario Regionale, Astra e CRPV–Centro Ricerche Produzioni Vegetali, e sono concordate nell'ambito del Tavolo Tecnico Interregionale.

In Veneto è l'Università di Padova, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Regionale del Veneto, a monitorare sia con trappole sia con analisi dei frutti, i voli di Drosophila suzukii negli areali cerasicoli della regione, nelle provincie di Verona e Vicenza. I dati raccolti sono stati divulgati settimanalmente con un bollettino inviato ai mercati ortofrutticoli delle zone interessate.


Drosophila suzukii su ciliegia.

Anche in Veneto l'andamento climatico è stato estremamente favorevole per la D. suzukii che, nelle aree monitorate, ha raggiunto un'elevata densità di popolazioni. In molte delle aree pedocollinari e collinari si sono registrati attacchi di elevata intensità fin dall'invaiatura. Le frequenti e abbondanti piogge verificatesi durante la maturazione dei frutti hanno reso difficile l'applicazione degli insetticidi, causa effetto dilavamento, oltre a provocare danni da cracking. Il danno da agenti abiotici, il basso prezzo di vendita per le ciliegie venete e gli attacchi di D. suzukii hanno reso la raccolta spesso non conveniente, tanto che alcuni hanno smesso anticipatamente di raccogliere, lasciando frutti maturi sulle piante; quest'ultimo elemento ha però favorito le successive infestazioni sulle varietà più tardive. Da qui taluni mercati hanno chiuso le porte ai conferenti molto prima rispetto al normale periodo di attività.

Attualmente la raccolta è terminata in quasi tutti gli areali di produzione e come in Emilia Romagna anche in Veneto si sta valutando l'efficacia dei parassitoidi locali come la Trichopria drosophilae; inoltre si sta studiando l'ecologia dell'insetto. Queste ricerche sono condotte in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach.


Una trappola per il monitoraggio della DS.

In Trentino il monitoraggio evidenzia una popolazione di adulti che la settimana scorsa è stata di circa 7 volte superiore rispetto a quella registrata nello stesso periodo sia nel 2015 che nel 2014 (quest'ultimo è da tutti considerato come l'anno nero per danni e voli della D. suzukii). Quest'eccezionale evoluzione demografica era stata prospettata già a maggio/giugno dai primi monitoraggi su ciliegio incolto e spontaneo, e dai risultati preliminari di un modello previsionale fenologico, che lasciava intravvedere uno sviluppo superiore alle precedenti stagioni.

Le condizioni climatiche, in particolare l'elevata umidità assicurata da continue e abbondanti piogge e le elevate temperature, hanno favorito lo sviluppo dell'insetto e ne hanno velocizzato il ciclo vitale, con schiusa delle uova stimata anche in 1-2 giorni.

Dove non era coperto da reti antipioggia, il ciliegio ha subito grossi danni sia dalla pioggia che ha spaccato i frutti, sia da attacchi D. suzukii. Com'è accaduto in minima parte in Emilia Romagna e in misura maggiore in Veneto, anche in Trentino diversi produttori hanno abbandonato la raccolta, lasciando frutti maturi sulle piante su cui poi si è potuto sviluppare un enorme inoculo di D. suzukii per le produzioni a maturazione successiva. Ora, nella regione del Nord, la stagione cerasicola è nel suo pieno nelle zone di collina, mentre nelle aree di montagna è prossima a cominciare e il monitoraggio evidenzia attacchi su ciliegio, sulle varietà Kordia e Regina (pur essendo questa ancora lontana dalla piena maturazione). I danni sono, in alcuni casi, anche nell'ordine del 100% sui frutti ispezionati, nonostante i trattamenti con insetticidi consentiti. In questo alcune situazioni ambientali come la vicinanza a boschi o ad aree e frutteti incolti, possono aver contribuito al proliferare della D. suzukii, mentre l'uso di protezioni antinsetto ha dimostrato una certa utilità.


Danni da Drosophila suzukii su ciliegia.

Ora si stanno osservando ovodeposizioni abbondanti sulle prime fragole, specie sulle varietà rifiorenti, e sui primi stacchi di lamponi e mirtilli.

Anche in Trentino si sta valutando l'efficacia della Trichopria drosophilae, così come prove per la valutazione di attrattivi commerciali e test su metodi di controllo alternativi come la cattura massale, l'attract and kill, e indagini sul comportamento dell'insetto.

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