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Ma quali conseguenze per i prezzi in Europa?

Il Brasile rischia di perdere il mercato europeo per le sue esportazioni di agrumi

Recatosi qualche mese fa in Brasile, dove ha visitato vari fornitori, Anton Bouman della compagnia olandese d'importazione Boumanfruit ha fatto il punto sul commercio degli agrumi.

La fitopatia del Citrus Black Spot (CBS) continua a rappresentare una sfida per i produttori, e costituisce un avvertimento in quanto le norme UE più stringenti (cfr. FreshPlaza del 28/08/2017) rischiano di escludere gli agrumi brasiliani da uno dei suoi principali mercati di esportazione.



Nell'estremo nord del vasto paese, nella regione di Belém, Anton ha visitato molte piantagioni. "Belém è un'area tropicale e gli agrumi che acquistiamo qui vengono forniti anche all'industria".

Anton racconta: "Siccome l'area settentrionale del Brasile è ai Tropici, ci sono troppe poche ore di freddo. Ciò ha delle conseguenze sul colore degli agrumi. I consumatori, però, non riconoscono le arance o i limoni verdi come agrumi appetibili!. C'è bisogno di notti fredde per la giusta colorazione della frutta!"

"Gli agrumi tropicali hanno spesso un grado brix (tenore zuccherino) più alto, per cui queste arance sono più dolci. Secondo me la frutta tropicale ha un sapore migliore, ma in Europa l'arancia è arancione e il limone è giallo... non verde!".



Anton contraddice le voci secondo cui il Brasile abbia raccolto circa il 30% in più di agrumi rispetto all'anno scorso. "Non è vero. Forse il dato è da rapportarsi ai volumi di due anni fa. Ebbero infatti un carenza, allora, ma questa sarà una stagione normale."



I problemi sulle arance Navel a ombelicatura aperta verificatisi in Sudafrica non sono immediatamente risultati in maggiori opportunità per l'export brasiliano. "Questo è perché il Brasile ha ancora problemi con la fitopatia CBS. I produttori tradizionali non sono stati tuttavia troppo colpiti, perché il Brasile ha un mercato locale enorme".

Gli esportatori che vogliono esportare in Europa devono però soddisfare requisiti rigorosi. "Non ogni produttore è interessato all'export, grazie proprio alla grande domanda locale e al fatto che l'industria dei concentrati assorbe ingenti quantitativi. Quando l'Europa rileva la presenza di una contaminazione da CBS in un lotto, l'intera spedizione si vede rifiutare l'ingresso nel mercato europeo. Ciò significa che l'esportatore dovrebbe spedire gli agrumi respinti verso altre destinazioni, ad esempio in Russia; ma quando diventa noto il motivo per il quale la merce è stata respinta dalla UE, allora gli importatori non vogliono più pagare prezzi buoni". 



Due anni fa, il CBS ha colpito la coltivazione brasiliana. "E' stato un problema grave", ha spiegato Anton. "Nel Paese si è registrata una contaminazione di vaste proporzioni. Si è riusciti a spedire molto poco in Europa, allora, perché era troppo rischioso".

Anton è in contatto con i produttori da molto tempo. Questi hanno fatto il possibile per combattere la malattia. Alcuni, certificati indenni da CBS, hanno ottenuto il permesso di esportare dal governo brasiliano. "Ci sono voluti anni per realizzare questo progetto. Abbiamo dovuto trovare produttori che fossero disposti a fare gli opportuni investimenti. Serve infatti molto impegno economico da parte dei produttori di agrumi per soddisfare questi requisiti. L'impiego di agrofarmaci è sempre una cosa costosa". 



Il Citrus Black Spot è un problema anche per altri Paesi esportatori dell'emisfero australe. "Uruguay, Argentina, Brasile e Sudafrica sono controllati dall'UE". Ma - secondo Anton - nel lungo termine gli stringenti requisiti europei potrebbero rivoltarsi contro l'Europa stessa: "Possiamo dire molte cose, ma il vero problema è che i paesi esportatori cominceranno a puntare su altri mercati. Per il Sudafrica già oggi il mercato europeo non rappresenta più la prima destinazione; è diventata l'Asia, mentre l'Europa è al secondo posto... e potrebbe retrocedere ancora di più".



Anche in America Latina gli esportatori stanno cominciando a puntare su altri mercati. "Il mercato asiatico è enorme, naturalmente. Il che non può farci escludere un aumento dei prezzi a lungo termine sulla piazza europea. Il Sudafrica sta provando ad avere diretto accesso in India; e in generale i prezzi pagati per la frutta in Cina sono migliori dei prezzi ottenuti in Europa. Anche l'Egitto sta guardando alla Cina".



Gli esportatori brasiliani non fanno eccezione. "Il mondo è diventato piccolo. Grazie ai moderni mezzi di comunicazione, siamo tutti in contatto. Prendiamo per esempio FreshPlaza, che pubblica notizie internazionali. Tutti parlano l'Inglese, e ciò rende il mondo davvero piccolo. Se un esportatore brasiliano legge che esistono delle opportunità in Cina, non c'è motivo perché non si metta a investigare questi mercati di persona. Se questa tendenza proseguirà, avrà delle conseguenze sui prezzi in Europa. L'anno scorso si diceva che le quotazioni erano troppo alte. Sì, erano superiori rispetto all'anno prima, ma quando fai un confronto con quello che paga la Cina, è normale che i flussi si spostino", ha osservato Anton. "Il difficile non sta nell'abbassare i prezzi, ma nell'aumentarli!".

Ulteriori informazioni:
Bouman Fruit
Anton Bouman
Email: anton@boumanfruit.com
Web: www.boumanfruit.com

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.
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Data di pubblicazione: 29/08/2017



 


 

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