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Il commento dell'agronomo Vito Vitelli, creatore del circuito Melotto

Kaki a polpa soda: la Spagna ci crede, e l'Italia?

La stagione del kaki italiano è in pieno svolgimento. Le vendite del frutto a polpa soda, di varietà Rojo Brillante, procedono decisamente bene, perché non c'è una forte pressione spagnola quest'anno, per via del calo di produzione registrato a causa del maltempo. Così commenta a FreshPlaza il dott. agronomo Vito Vitelli, ideatore del progetto Melotto®.

Momenti di raccolta dei frutti di kaki nei giovani impianti del circuito Melotto.

Vitelli ha assistito al Simposio sul kaki, Kaki Attraction, a Madrid e ci segnala i punti più importanti. "Innanzitutto, la presenza al convegno di una vera e propria squadra schierata che ha analizzato la situazione del kaki da diversi punti di vista. Un patologo ha parlato dei problemi fitosanitari. Venti anni fa, quando la coltivazione del kaki era poco diffusa, gli organismi nocivi erano meno presenti e meno aggressivi. Attualmente, a circa 30 km a sud di Valencia nei territori di Alginet, L’Alcudia, Carlet, ci sono diverse migliaia di ettari di diospireto". Tale monocoltura ha favorito il diffondersi di alcune problematiche fitosanitarie, di natura fungina (Micosferella, Alternaria) o causate da insetti (cocciniglie, mosca della frutta e mosca bianca).

Chioma di una pianta di kaki infestata da adulti e forme giovanili (neanidi) di Mosca Bianca (chiazze biancastre). Le neanidi di questo insetto aleurodide sono protette da strati di sostanze cerose e zuccherine, che rappresentano substrati di sviluppo ideali per le fumaggine (aree di colore nero fumo), funghi saprofiti che deprezzano il frutto e rallentano l'attività fotosintetica delle foglie.

"Lo sviluppo degli organismi nocivi è anche favorito dalle abbondanti piogge del periodo primaverile - aggiunge Vitelli - Per molti di questi parassiti si ricorre a pratiche di lotta che non prevedono l’uso di fitofarmaci. Per il controllo della mosca della frutta si ricorre con grande successo alla pratica della cattura massale degli adulti con trappole dotate di esche. Il kaki non ha una vera e propria dipendenza dalla chimica e può essere prodotto secondo regime integrato o biologico".

Impiego di trappole attrattive nei diospireti per la cattura massale degli adulti di mosca mediterranea. Il metodo di controllo è totalmente biologico.

"A rappresentare la produzione, il gruppo Anecoop, detentore del marchio Persimon, che ravvisa comunque un campanello d'allarme per una previsione di produzione di kaki per il 2021 di 650mila tonnellate distribuite su 15-18.000 ettari. Nonostante la stasi delle superfici investite degli ultimi anni, si prevedono in futuro incrementi dei volumi di produzione, per effetto del miglioramento delle tecniche di gestione degli impianti e per il raggiungimento della piena produzione degli attuali giovani impianti. Il problema dei prossimi anni è il collocamento sul mercato dei grossi volumi di produzione".

In Spagna, nonostante la stasi degli ultimi anni delle superfici investite a kaki (linea blu); si prevedono in futuro incrementi (linea verde) dei volumi di produzione, per effetto del miglioramento delle tecniche di gestione degli impianti e per il raggiungimento della piena produzione di quelli più giovani.

Le conseguenze dell'embargo contro la Russia sono state devastanti per i paesi produttori di ortofrutta. La commercializzazione del kaki è stata fortemente condizionata da tali politiche, in quanto la Russia da sempre ha rappresentato un grande mercato per questo frutto. "A tutto ciò occorre anche aggiungere la concorrenza di altri Paesi quali, Italia, Turchia e dell'area del Magreb, attualmente interessate allo sviluppo della diospiricoltura".

"Per il futuro, quindi, sarà necessario tenere come capisaldi: aspetto del frutto, pezzatura, uniformità, sapore, distribuzione nel tempo dato che è necessario allungare il calendario di offerta, oltre gli attuali 4-5 mesi".

Secondo l'agronomo, questi risultati possono essere raggiunti attraverso l'introduzione di nuove varietà a maturazione più precoce e tardiva, e portinnesti tolleranti a suoli con anomalie.

Giovani diospireti del circuito Melotto, in provincia di Agrigento, coltivati sotto rete antigrandine e antivento tipologia fotoselettiva (Iridium). Questa tecnica non solo consente di proteggere i frutti e le piante dalle condizioni climatiche avverse, ma consente di posticipare il periodo di raccolta da ottobre a fine dicembre.

"Si applicano adeguate tecniche di produzione in campo, che tengono conto dell'alta densità di impianto, della gestione della chioma, dell'acqua di irrigazione e della nutrizione, della coltivazione in ambiente protetto, sotto rete, per sfuggire all'azione negativa del vento e della grandine; sistemi di gestione del post-raccolta che allungano il periodo di frigoconservazione, attraverso la rimozione forzata dell'etilene, l'ormone responsabile della maturazione prodotto naturalmente dai frutti climaterici come il kaki".

La presenza di una nutrizionista al Simposio è stata però la ciliegina sulla torta, secondo Vitelli. "E' infatti importante comunicare al consumatore perché deve mangiare il frutto. Spesso il kaki viene visto come un alimento altamente calorico ed è associato al fatto che non sia pratico per il consumo in quanto ci si sporca facilmente (si pensa sempre al kaki molle). Se il frutto è duro, invece, subito si pensa che necessariamente debba essere non maturo e allappante".

Secondo i dati presentati dalla nutrizionista, 100 grammi di kaki contengono circa 14-19 g di zuccheri solubili totali, non complessi, principalmente fruttosio e glucosio che rappresentano una preziosa fonte di energia, prontamente utilizzabile, per chi svolge sia attività sportiva sia lavoro intellettuale.

Inoltre, da tener presente l'alto contenuto di fibre nel kaki a polpa soda: 2,4 g di insolubili e 0,5 g di solubili. Le fibre sono grandi alleate per l'intestino, perché favorisco e regolano le attività di assorbimento. La presenza di fibre insolubili rende il kaki a polpa soda un frutto a moderato indice glicemico, a differenza dei kaki a polpa morbida molto più attivi sull'innalzamento del livello glicemico nel sangue.

Il frutto è un concentrato di betacarotene, precursore della vitamina A. "Con tutte queste caratteristiche, il kaki quindi risulta un ottimo alimento per i bambini, attratti anche dal divertente e allegro colore arancione". Non ultimo, la rilevante presenza di rame.

Spagna può, Italia no?
"Siamo noi italiani a non credere molto in questa pianta da frutto, inquadrandola ancora tra le specie minori. Abbiamo tutte le carte in regola per sviluppare la diasporicoltura, essendo stati i primi in Europa a introdurla nei frutteti esattamente un secolo fa - continua Vitelli - Al momento non riusciamo a soddisfare la domanda interna, non c'è sufficiente offerta italiana di kaki a polpa soda detannizzati e mangiamo soprattutto il frutto di importazione. Ci sono areali che potrebbero essere vocati. Inoltre, il kaki è eco-friendly e ha meno esigenze fitosanitarie rispetto ad altra frutta".

"Mentre gli spagnoli stanno puntando a selezioni grosse - prosegue Vitelli - la campagna italiana mostra calibri più ridotti. Come tramutarlo in un vantaggio? Sfruttando e comunicando la praticità nel mangiarlo, ad esempio. Pensiamo a confezioni monouso che contengono da 6 a 8 frutti di 150-180 grammi, attualmente considerati sottomisura, e quindi scarto, ma sicuramente ottimi al gusto. La sottomisura può diventare quindi un valore aggiunto. E con Melotto stiamo studiando nuove opportunità".

Il kaki si sta adeguando ai cambiamenti climatici: "In areali dove c'è tanto vento, sovraesposizione o pericolo grandine, si stanno registrando ottimi risultati con le coperture. Oltre a fare qualità, per vincere sulla concorrenza, bisogna ampliare il periodo di offerta. Partire da settembre e arrivare a febbraio, per intenderci. E, per riuscirci, il frutto deve arrivare al nuovo anno integro, cosa possibile con coperture e tecniche colturali ad hoc".

Circuito Melotto: la campagna attuale
"Quest'anno, con le adeguate tecniche abbiamo raccolto i primi kaki Melotto all'inizio di ottobre e contiamo di terminare questa fase dopo Natale. I prezzi sono più alti di un 20% rispetto all'anno scorso, sia all'origine sia per il prodotto lavorato. Se l'anno scorso si parlava massimo di 0,35-0,40 euro all'origine, in questa stagione siamo su un livello di 0,45-0,60 euro/kg. Mentre per il prodotto lavorato si è passati da 0,90-1,10 a 1,10-1,30 euro/kg".

Nelle aziende del circuito Melotto, i diospiricoltori ricevono periodiche visite agronomiche per ottimizzare l'applicazione delle tecniche di coltivazione.

"Siamo ancora all'inizio - conclude Vitelli - E' chiaro che ci sarà una flessione. Sono prezzi interessanti per un produttore se si raggiungono almeno le 30 tonnellate per ettaro. E questo consente di considerare il kaki una coltura alternativa".

Contatti:
Vito Vitelli - dott. agronomo
Cell.: +39 339 2511629
Blog: vitovitelli.blogspot.it


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