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Aggiornamento al 2016

Albicocche: andamento del mercato estero e consumi

Secondo i dati Istat, le esportazioni italiane di albicocche nel 2016 sono cresciute solo di un punto percentuale sul 2015, raggiungendo le 24.700 tonnellate complessive in linea con i quantitativi del triennio precedente. Le produzioni, che per il secondo anno consecutivo sono risultate deficitarie, hanno in parte contribuito a contenere le spedizioni. Il valore, con quasi 37 milioni di euro, scende del 2% rispetto all'elevato 2015, posizionandosi ugualmente tra i più alti del recente passato. Il prezzo medio di esportazione è stato mediamente di 1,50 euro/kg, collocandosi su livelli sostenuti nonostante risulti più basso del 3% rispetto alla scorsa campagna.


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Il 97% delle spedizioni si confermano, anche per il 2016, indirizzate verso i mercati dei paesi dell'Unione Europea (28), con una quota in crescita rispetto agli ultimi anni. Il mercato tedesco ha assorbito il 42% del totale destinato all'estero, in lieve flessione a partire dal 2014. Al secondo posto si posiziona l'Austria con volumi in crescita rispetto all'ultimo biennio; seguono con quantitativi in aumento al 7% del totale le spedizioni verso la Rep. Ceca. Al 4% del totale esportato troviamo Slovenia e Croazia in lieve flessione rispetto alla scorsa campagna. I restanti Paesi di destinazione comunitari rimangono attorno ad una quota del 2/3% del complesso esportato.

Le spedizioni verso i mercati dei Paesi Europei Extra-UE28 nel 2016 hanno coperto il 2% del totale, una quota che si conferma in calo rispetto agli anni più recenti; la Svizzera ne assorbe la quasi totalità.



Le esportazioni di albicocche si concentrano abitualmente nel trimestre maggio-luglio con volumi stabilmente al 92% del totale anche nel corso del 2016. Incrementate da alcuni anni, ed oggi consolidate, le movimentazioni registrate nel mese di agosto che coprono il 7% del complesso.

Durante l'ultima campagna, i volumi nella fase iniziale della stagione nel mese di maggio, sono stati maggiori rispetto all'anno precedente ritornando su una quota simile a quanto esportato nel 2014, con il 17% del totale. Al contrario risultano in calo i quantitativi spediti in giugno, il periodo di maggior uscita del prodotto italiano, scendono infatti al 46% dopo il 51% raggiunto lo scorso anno. In leggera flessione appaiono anche le esportazioni nel mese di luglio, 29% del totale nel 2016 contro il 31% del 2015.

Le importazioni italiane
Nel 2016 le importazioni di albicocche sono state tra le più basse del recente passato, con poco meno di 23.000 tonnellate, le entrate di merce straniera sono state inferiori del 29% rispetto alla stagione precedente e soprattutto dopo un triennio con volumi molto più elevati che hanno sfiorato le 29.000 tonnellate.

Anche il valore è sceso della stessa percentuale, dopo un 2015 particolarmente generoso, mentre il prezzo medio è rimasto costante a 1,22 €/Kg.


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Tutte le importazioni di albicocche nel 2016 sono giunte dai vicini Paesi dell'Unione Europea (28).

Oltre il 50% delle importazioni proviene dalla Spagna, Spagna che si conferma per il secondo anno come primo fornitore dopo un periodo di leadership francese. Proprio la Francia, infatti, continua a ridurre il proprio apporto evidenziando un trend in continuo calo, durante il 2016 la quota di prodotto d'oltre alpe è ulteriormente scesa al 39% del totale rispetto al 43% del 2015 e percentuali più elevate negli anni precedenti. Ancora in leggero aumento troviamo gli apporti dalla Germania ma con quantitativi marginali.

Irrisori gli arrivi dalla vicina Turchia, un tempo più considerevoli.

Le maggiori movimentazioni di prodotto in entrata sono tra giugno e agosto e in piccola parte in settembre anche se mostrano un aumento nel corso delle ultime annate. Durante la campagna 2016 gli arrivi in questi quattro mesi sono stati più bassi rispetto al 2015: in maggio gli ingressi sono stati di quasi 4.000 tonnellate contro le oltre 6.000 della passata stagione, giugno flette da 8.800 tonnellate alle attuali 5.000 tonnellate; anche il mese di luglio cala in maniera spiccata passando dalle oltre 9.000 tonnellate del 2015 ad appena 6.000 dell'ultima campagna. Più contenuta la diminuzione del mese di agosto, appena 1.000 tonnellate in meno rispetto al 2015. In aumento i quantitativi in arrivo durante il mese di settembre, oltre 2.200 tonnellate contro le appena 1.000 dello scorso anno; aumento imputato soprattutto agli arrivi di albicocche francesi.

L'export dei principali paesi concorrenti
I Paesi concorrenti dell'Italia per il commercio estero di albicocche sono Spagna, Francia e Grecia. L'export di albicocche spagnole, negli ultimi cinque anni è stato in decisa crescita, toccando proprio nel 2016 i volumi più elevati, basti pensare che solo nel 2011 le spedizioni ammontavano a circa 31.000 tonnellate, mentre durante l'ultima campagna raggiungono le 80.000. Il primo mercato di sbocco del prodotto spagnolo è la Germania con il 28% del totale e oltre 22.000 tonnellate nel 2016, al secondo posto la Francia che ha assorbito circa 17.000 tonnellate nel 2016, il 22% dei volumi complessivi, seguita dall'Italia al 15%.

L'export francese si aggira mediamente attorno alle 50/52.000 tonnellate durante gli ultimi sei anni ma con un andamento altalenante, il 2016 segna i quantitativi più contenuti del recente passato con appena 42.000 tonnellate. Anche le albicocche francesi vengono spedite principalmente in Germania, durante l'ultima annualità sono state inviate oltre 18.000 tonnellate, il 43% del totale; a seguire Italia (7.000 tonnellate il 17%) e Svizzera (5.000 tonnellate il 12%). Le esportazioni greche ammontano a circa 15/17.000 tonnellate (media 2011/2016) con un trend in calo fino al 2015, in ripresa durante l'ultima campagna. La Germania è la principale destinazione anche per la merce greca, con circa 5.000 tonnellate nel 2016, il 31% del totale a seguire la Bulgaria con quasi 4.000 tonnellate, occupa il 24% dei volumi complessivi; al terzo posto la Romania, nel 2016 ha ricevuto 1.700 tonnellate di albicocche greche, all'11% del complesso.


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I consumi in Italia
Per le produzioni italiane di albicocche rimane molto più interessante il mercato interno, con consumi peraltro in crescita. Con circa 81.000 tonnellate nel corso del 2016, questo frutto raggiunge il livello massimo da otto anni a questa parte. Dopo uno scintillante 2008 con 85.000 tonnellate le albicocche avevano subito annate altalenanti, ma questo 2016 conclude una serie positiva lunga 4 anni.

Dal 2009 il prezzo medio di acquisto delle albicocche è stabilmente al di sopra dei 2,30€/kg, con 2,35€/kg nel 2016 il valore di acquisto da parte delle famiglie italiane si è posizionato al di sopra di quello del 2015 di 3 centesimi di euro.

Nell'ultimo quinquennio questo frutto ha evidenziato un ritorno dell'interesse da parte della famiglie, infatti l'indice di penetrazione (ossia la % di famiglie che almeno una volta nell'arco dell'anno hanno acquistato albicocche) è passato dal 61% del 2012 al 68% del 2016. In questi nuclei sono state acquistate albicocche per circa 5kg/annui per una spesa di poco inferiore agli 11€.

Se rapportiamo i volumi nazionali alla popolazione ne emerge un consumo pro-capite che storicamente si posiziona attorno a 1,3 kg/persona, salvo annate che si scostano leggermente da questa quantità, le albicocche mostrano un'elevata stabilità.

Questo valore lascia intendere che ci sono ancora ampi spazi di miglioramento e che quindi il successo che questo frutto ha avuto negli ultimi anni grazie soprattutto ad un'innovazione varietale importante, potrebbe continuare nel tempo.


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Fonte: CSO per FreshPlaza

Data di pubblicazione: 21/04/2017



 


 

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