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Massimo Ceradini: "La campagna del kiwi si sta dimostrando una delle peggiori degli ultimi anni"

"Vari fattori, sommati insieme, stanno conducendo il mercato del kiwi a una depressione". E' di questo parere Massimo Ceradini (in foto) di Ceradini Group, azienda veronese che riunisce sotto di sé i marchi CERADINI B&C, KINGKIWI e KINGFRUIT.

Le motivazioni della crisi sono ravvisate dall'imprenditore in: un aumento considerevole della produzione in tutto l'emisfero nord (non solo in Italia e non solo in Europa); una riduzione della finestra di commercializzazione data dalla presenza sul mercato di prodotto proveniente dall'emisfero sud fino a tardi.

"Poi - afferma Ceradini - c'è da sottolineare il fatto che, come sistema Italia, per quanto riguarda qualsiasi tipo di produzione di massa (anche al di fuori dell'agricoltura) non possiamo essere competitivi con gli altri Paesi che ci circondano a causa della pressione fiscale e della burocrazia che dobbiamo sopportare e che, sebbene ce ne venga continuamente promesso uno snellimento, sembrano diventare sempre ogni giorno più complesse".


Lo stand aziendale ad Asia Fruit Logistica 2015.

La concorrenza interna
Eppure, nonostante un contesto sempre più competitivo, la concorrenza interna tra Italiani è sempre superiore rispetto a quella tra l'Italia e gli altri Paesi. Massimo nota: "La totale mancanza di aggregazione dell'offerta, unita alla scarsa richiesta di prodotto, sta creando una situazione insostenibile. Si pensi per esempio al fatto che, oltre al fattore prezzo, non riusciamo nemmeno a prendere accordi con la GDO-grande distribuzione organizzata e permettiamo così l'ingresso di prodotto dalla vicina Grecia che viene venduto al posto del nostro".


Operazioni presso il magazzino Ceradini.

Sebbene la produzione nazionale sia aumentata parecchio, la pezzatura media disponibile, quest'anno, risulta inferiore a quella delle stagioni precedenti e, proprio per questo motivo, i calibri grandi riscontrano ancora una richiesta e quindi un prezzo dignitoso, anche se ben più basso rispetto a quello degli ultimi anni.


Operazioni presso il magazzino Ceradini.

"La pesantezza si avverte invece in modo molto più incisivo sui calibri medio-piccoli. Sembra siano stati quasi tolti come referenza dal mercato. La GDO, che prima faceva una buona parte di lavoro su questi calibri, oggi non li richiede più. La mia opinione personale - dichiara Massimo - è che vogliano presentarsi al consumatore con un certo livello di prezzo e, comparando questa stagione alle ultime, oggi possono offrire un kiwi di pezzatura più grossa agli stessi prezzi delle pezzature piccole delle stagioni precedenti".

Clicca qui per un video su Ceradini Group - Kingfruit.


Segmentare l'offerta
Secondo l'imprenditore, vanno trovati nuovi argomenti da proporre per valorizzare il made in Italy e così differenziarlo dal resto dell'offerta di kiwi.



"Io che sono sempre stato un sostenitore della qualità organolettica del frutto, auspicherei una segmentazione del mercato volta a creare una fascia di kiwi di qualità premium, con delle specifiche ben definite e verificate, che permetta di suddividere l'offerta di prodotto in base alla clientela e offrire un prodotto più buono e più costoso a chi lo può apprezzare e invece un prodotto più economico a chi vuol guardare al portafoglio".



"E' necessario valorizzare le produzioni di qualità elevata, anche perché produrre qualità costa di più e se l'andamento del mercato è quello di contrarre i prezzi in continuazione, anche il settore della produzione dovrà ridurre i costi e di conseguenza la qualità ottenuta, avviando un circolo vizioso con conseguente diminuzione costante della qualità, che porterà a una perdita di competitività da parte della produzione italiana, così come a una diminuzione dei consumi".



Massimo Ceradini conclude: "Sono finiti i tempi in cui si poteva vivere sugli allori. Se il made in Italy vuole sopravvivere deve distinguersi veramente in qualità, munirsi di nuove idee, dinamismo e organizzazione. Queste sono le carte vincenti con le quali possiamo giocarci positivamente il futuro del settore".

Contatti:
Massimo Ceradini
Ceradini Group
Tel.: (+39) 045 8510268
Fax: (+39) 045 8518981
Cell.: (+39) 347 5366206
Email: info@ceradinigroup.com
Web: www.ceradinigroup.com
Skype: cuci75



Data di pubblicazione: 09/03/2016
Autore: Rossella Gigli
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

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