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A cura di Vito Vitelli - COVIL

Una giornata di aggiornamento per gli agrumicoltori lucani e calabresi

L’agrumicoltura italiana, da diversi anni, risente negativamente degli effetti della globalizzazione dei mercati. I Paesi del bacino del Mediterraneo esercitano sui nostri prodotti agrumicoli una forte concorrenza sia per i costi di produzione sia per l’organizzazione commerciale.

A suscitare ulteriori preoccupazione è la comparsa sullo scenario internazionale di potenti macro-organizzazioni, costituite da grossi gruppi di breeders, vivaisti, produttori e grandi brand della distribuzione che operano in un network mondiale capace di gestire tutta la filiera, dalla creazione di nuove varietà alla distribuzione della produzione. Queste super aggregazioni, grazie alle loro dimensioni, all’adozione di ben definite politiche di programmazione e alle aggressive strategie di marketing riescono ad essere fortemente competitive.

Di fronte a questo scenario la nostra agrumicoltura che soffre ormai da anni di malattie croniche quali, l’obsolescenza delle varietà e delle tecniche di coltivazione, produzione di mediocre qualità, la scarsa competitività dei costi di produzione, la disorganizzazione della fase di aggregazione dell’offerta e della distribuzione, rischia di collassare o scomparire definitivamente.

Cosa fare?
Il rilancio dell’agrumicoltura in Italia può essere realizzato solo se tutti gli attori della filiera, costitutori di nuove varietà, vivaisti, produttori, operatori della distribuzione cominciano a dialogare tra loro e a puntare su un unico obiettivo: la qualità delle produzioni.

In tal contesto risultano indispensabili una serie di interventi di natura tecniche quali la scelta varietale e dei portinnesti, l’individuazione delle aree vocate alla coltivazione, la razionalizzazione della fertilizzazione e delle risorse idriche, la difesa dai parassiti, la scelta del materiale vivaistico. Tutto questo per conseguire produzioni di qualità nel rispetto dell’ambiente e dei consumatori.

Nello stesso tempo si devono dedicare degli sforzi per concentrare ed organizzare la produzione, attraverso forme di valorizzazione commerciale (creazione di marchi di qualità). Unici strumenti operativi sui quali poter puntare per una pianificazione strategica di rilancio sono i prodotti che presentano una notevole "specificità" derivanti dal legame con il territorio (IGP) e da caratteristiche del frutto (colore, calibro, periodo di maturazione, pigmentazione, ecc).

Sotto quest’ultimo aspetto, le recenti innovazioni varietali, se sfruttate adeguatamente mediante una programmazione a livello sia quantitativo che territoriale, potrebbero rappresentare l’elemento sul quale puntare, assecondando l’evoluzione delle preferenze dei consumatori che appaiono sempre di più alla ricerca di nuove tendenze.

Visita guidata
Tutti questi aspetti sono stati approfonditi nel corso di una visita guidata, svoltasi il 17 gennaio scorso, presso i campi dimostrativi dell’Azienda Sperimentale dell’ARSA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura) di Mirto Crosia (Rossano Calabro-CS) diretta dal Dott. Antonio Di Leo. Durante la visita, a cui hanno partecipato il Dott. C. Mennone (Az. Sperimentale "Pantanello" – Metaponto - MT), rappresentanti del Consorzio Vivaisti Lucani, agrumicoltori e tecnici calabresi e lucani, sono state osservate piante di varietà di clementine, mandarini e mandarino simili a maturazione tardiva in combinazione con diversi portinnesti.


Delegazione di agricoltori, tecnici e rappresentanti del Consorzio Vivaisti Lucani in visita presso i campi dimostrativi dell’Azienda Sperimentale dell’ARSA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura) di Mirto Crosia (Rossano Calabro-CS) diretta dal Dott. Antonio Di Leo (sesto da sinistra).


Il Dott. Carmelo Mennone, (direttore dell’Az. Sperimentale “Pantanello” – Metaponto - MT) durante la visita presso la collezione varietale dell’Azienda Sperimentale dell’ARSA, discute sull’influenza del portainnesto sulla qualità delle produzioni agrumicole.

Varietà agrumicole interessanti per il futuro
Esistono oggi alcune varietà di clementine (Hernandina, Nour e Tardivo) e di mandarino–simili quali gli ibridi triploidi, Alkantara, Tacle, Mandared e Mandalate, che per periodo di maturazione (tardiva - quando il grosso della produzione agrumicola a livello del bacino del Mediterraneo tende a diminuire), pezzatura, qualità organolettiche, pigmentazione della polpa, sbucciabilità, produttività e rapida entrata in produzione possono dare nel breve periodo risposte significative alla crisi dell’agrumicoltura italiana. Nelle prossime edizioni di FreshPlaza, seguiranno le descrizioni delle succitate varietà.


Produttività generosa dell’ibrido triploide “Mandalate” su una pianta reinnestata al quarto anno in collezione presso i campi dimostrativi dell’Azienda Sperimentale dell’ARSA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura) di Mirto Crosia (Rossano Calabro-CS).

Per maggiori informazioni:
CO.VI.L. - Consorzio Vivaisti Lucani
Via Enrico Mattei, 28
75020 Scanzano Jonico (Matera)
Italy
Tel. +39 0835 954775
Fax +39 0835 950140
Cell.: +39 339 2511629
E-mail
Sito web

Data di pubblicazione: 21/01/2008



 


 

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