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Accordo fra AVI e Monviso Fruit

Piemonte: l'uva da tavola senza semi come nuova occasione per il Monviso

Il Piemonte, con sorpresa degli esperti del settore, si è rivelato adatto alla produzione di uva apirena, annoverata ora tra la frutta d'eccellenza per questo territorio.

Lo scorso 8 marzo 2018, a Saluzzo (CN), è stato presentato l'accordo intercorso tra la società AVI (Agriculture Variety Innovation) e la Cooperativa Monviso Fruit che riguarda la coltivazione di uva da tavola senza semi in Piemonte e, in particolare, nell'areale saluzzese. Alla conferenza stampa erano presenti rappresentanti delle Istituzioni, delle Categorie produttive e del mondo del Credito, oltre a produttori e operatori del settore.



E' dal 2010 che, grazie all'intraprendenza e alla tenacia di un gruppo di frutticoltori guidati da Claudio Capitini e Franco Monge della Monviso Fruit è stata avviata la produzione di uva senza semi Crimson e Thompson, oggi sviluppata su una superficie di circa 50 ettari nel saluzzese.

"Quest'anno la cooperativa ha affrontato il quarto anno di commercializzazione del prodotto, impiantato in questo territorio grazie a un'idea di mio fratello Franco e di Claudio Capitini, quando abbiamo capito che l'uva da tavola poteva essere una realtà sostenibile. Abbiamo iniziato a conoscere i mercati e, fra tanti scetticismi, oggi i risultati sono ottimi - sottolinea Claudio Monge, presidente della Monviso Fruit - Questa coltura sta in piedi, perché il mercato la richiede e la qualità è molto alta, e può essere una valida alternativa alle coltivazioni frutticole tradizionali, come il kiwi e le pesche".



"Siamo piuttosto emozionati, nel 2010 non avremmo mai pensato di raggiungere questi risultati: l'idea è infatti nata quando la batteriosi del kiwi ha flagellato il nostro territorio. Proprio su questo problema il nostro staff, coordinato da Franco Monge, aveva necessità di fornire una risposta agli agricoltori e di offrire nuove opportunità – continua Claudio Capitini della Monviso Fruit - In quel frangente abbiamo scoperto che l'uva da tavola ha una finestra di mercato interessante per la produzione piemontese, in quanto al Sud le uve maturano presto, lasciando poi un gap di produzione autunnale, in cui ci inseriamo noi che, con il nostro clima pedemontano, abbiamo un ritardo di maturazione dell'uva".

Il raggiungimento di questo importante risultato è stato possibile grazie alla competenza dell'agronomo pugliese Giuseppe Tagliente, il quale, con grande professionalità, è riuscito a ottenere un prodotto di alta qualità che sta incontrando il favore dei più importanti mercati europei: Gran Bretagna, Germania, Belgio, Spagna, oltre a quello nazionale.


Uva da tavola apirena raccolta il 17 ottobre 2017.

Tagliente ha supportato la Monviso Fruit e ha creduto in questo progetto. Nel 2011 sono partiti i primi 3-4 appezzamenti con uve senza royalty ed è nata l'uva da tavola del Monviso.

"Si tratta di un frutto nuovo, per noi, però abbiamo capito che in questa zona del Piemonte si può ottenere un'eccellente uva da tavola senza semi – sottolinea Franco Monge tecnico della Monviso Fruit - Prima di impiantare vogliamo conoscere l'azienda e la seguiamo a tutto tondo nell'investimento e nel processo produttivo. Questa è la nostra forza ed è quello che ha fatto la differenza. Ciò che abbiamo raggiunto oggi non è casuale, ma è il risultato di un progetto. L'uva da tavola è un prodotto di grande valore, è un frutto che va seguito ed è sicuramente impegnativo, ma la qualità è tutto e, in un mercato globale, noi siamo piccoli ma se siamo uniti possiamo diventare qualcuno. Ad esempio, più del 90% del mercato inglese chiede uva senza semi e quello è il futuro. La Monviso Fruit vuole però premiare i produttori così come il mercato premia la qualità ed è anche per questo che abbiamo voluto legare il prodotto al territorio con un marchio che richiami il Monviso. Abbiamo bisogno di produttori che siano disposti a investire e credere in questo progetto. Dobbiamo esseri attenti e dinamici ed è anche per questo che è nato l'accordo con AVI".



La società AVI, rappresentata dall'imprenditore saluzzese Carlo Lingua di RK Growers, è nata nel 2009, acquisendo i diritti esclusivi di tutte le varietà senza semi ARRA™ per l'intera Europa, non solo quella dei Paesi UE. Attualmente, grazie alla produzione in costante crescita e ai contratti stipulati, sono stati superati i 400 ettari coltivati.



"Se si pensa che in Italia ci sono 70mila ettari di uva da tavola fra Puglia e Sicilia, certamente la produzione piemontese rappresenta una novità dalle caratteristiche particolari – sottolinea Carlo Lingua – L'accordo tra Avi e Monviso Fruit è nato perché siamo degli specialisti dell'uva. In Piemonte fare uva non è facile ma l'agricoltore del futuro dovrà essere un professionista. Il mercato vuole un prodotto buono, sano e sostenibile. Cominceremo a piantare le uve Arra oltre alla Crimson, la più famosa e la più piantata al mondo fra le uve rosse, apprezzata per il colore che nelle nostre zone è maggiormente favorito dalle escursioni termiche. Abbiamo deciso di organizzare questa conferenza stampa anche per dire alle diverse istituzioni di stare attente al fatto che c'è un'agricoltura nuova che sta pensando a cose nuove e innovative e a offrire alternative laddove esistono forti criticità. Ma le istituzioni devono conoscere, supportare la ricerca e fornire risposte".


Foto di gruppo Avi e Monvisofruit.

L'eccellenza dell'uva senza semi soddisfa la domanda del nuovo consumatore e, al contempo, offre al produttore la possibilità di vedere riconosciuto il suo reddito. L'auspicio è che Istituzioni amministrative, politiche e finanziarie valutino nella giusta prospettiva questi progetti innovativi per sostenerli adeguatamente.

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