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New Delhi su zucchino: solo le aziende strutturate superano l'ostacolo

Entra nel vivo la campagna dello zucchino negli areali della Sicilia sudorientale e, fin dagli esordi, si rivela in tutta la sua complessità. A farla da padrone è il New Delhi Virus (Tolcndv) che, attraverso il suo vettore, una minuscola mosca bianca (Bemisia tabaci), distrugge le produzioni di questo ortaggio.


Zucchino in pieno campo. In primo piano i segni del virus New Delhi.

Per capire meglio come si prospetterà l'andamento della campagna, abbiamo contattato Patrizia Calabrese, manager di una nota azienda di produzione, operante sul versante est della provincia di Ragusa.


Patrizia Calabrese

"Il problema della virosi è emerso due anni fa - spiega Calabrese - prima di allora, le quantità che venivano prodotte in pieno campo erano notevoli, nel nostro areale. Oggi purtroppo assistiamo a una drastica diminuzione delle superfici. Quest'anno i pochi produttori di zucchino che hanno impiantato in pieno campo hanno dovuto registrare, purtroppo, notevoli danni da virosi. In leggero incremento, invece, la produzione di zucchino in tunnel".


Tunnel impegnati nella coltivazione di zucchino. Da fonti non ufficiali, le superficie impegnate prima dell'arrivo della New Delhi erano all'incirca 500 ettari (in pieno campo), quelle impegnate oggi si aggirerebbero (sempre da fonti non ufficiali) a meno di 100 ettari.

Il problema più grande nella gestione di questo virus starebbe nel fatto che la mosca continua a infettare per tutto il suo ciclo vitale e a trasmettere il virus anche alla propria progenie, diventando un vettore quasi perpetuo e inarrestabile, specialmente ad alte temperature come quelle siciliane in autunno. Eppure le aziende più strutturate hanno iniziato a organizzarsi per contrastare il fenomeno. Vediamo come.


Sopra: ecco come viene collocato il telo di tessuto non tessuto TNT sulle piantine di zucchino in tunnel.

"In pieno campo non si riesce ad arginare la mosca - continua la manager siciliana - per cui ci siamo attrezzati elaborando nuove tecniche agronomiche, tese a proteggere la pianta dal momento del trapianto all'età adulta in tunnel. Abbiamo collocato sopra la pianta un telo in TNT (tessuto non tessuto), mentre sui fori di aerazione praticati sul film di plastica a copertura della struttura abbiamo applicato la rete anti-insetto per impedire alla mosca di entrare nel tunnel".

Si tratta di operazioni che richiedono un dispendio di materiali e manodopera non indifferenti, ma sono evidentemente necessari per arginare il problema, anche perché - stando alle parole della manager ragusana - i soli trattamenti sarebbero del tutto insufficienti.


Sopra: lateralmente, sia e dx che a sx., si notano le reti che coprono i fori di aerazione del tunnel.

"Al momento le nostre tecniche sembrano dare risultati incoraggianti - spiega ancora Calabrese - infatti le colture sono in buono stato e non lasciano presagire problemi gravi di New Delhi e la percentuale di piante che presentano segni del virus è bassa, inferiore al 2%".

"Il pericolo sarà definitivamente scongiurato quando le piante saranno adulte - prosegue l'esperta - ossia con l'approssimarsi del freddo, cioè in coincidenza con una minore attività naturale della mosca bianca. Stiamo imparando a combattere un problema relativamente nuovo, che fino a pochi anni fa non conoscevamo, ma contiamo di essere sulla giusta strada. A causa della virosi abbiamo purtroppo dovuto spostare in avanti la campagna che è praticamente iniziata solo adesso, nonostante le richieste che ci avrebbero voluti pronti un mese fa. In questi giorni, il prezzo medio è stato di 1,20 Euro/kg".

E in contemporanea allo zucchino arriva, tra le altre, anche il peperone (mezzo lungo) che invece risente meno dell'influenza della virosi. Si tratta di un articolo che, dagli areali siciliani sudorientali, raggiunge nella sua totalità i soli mercati italiani. Diversamente accade per lo zucchino, che per il 60% finisce nei mercati europei, Francia e Germania in testa.

"La campagna iniziata in questi giorni - conclude Patrizia Calabrese - finita la fase sotto tunnel, proseguirà con la produzione in serra e si protrarrà fino a giugno 2018. Nonostante il ritardo rispetto agli anni scorsi, contiamo su una produzione di buona qualità".

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