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L'UE estende il periodo di libera importazione delle arance sudafricane

Come riporta l'associazione dei produttori agrumicoli sudafricani, il paese sta approfittando al momento di un periodo esente da dazio per le esportazioni verso l'Unione Europea. Tale periodo di tariffazione agevolata dura ogni anno fino al 16 ottobre, data in cui i dazi doganali sono reintrodotti al tasso del 16%. Questa situazione potrebbe però cambiare a breve, in quanto l'Unione Doganale sudafricana ha firmato un accordo di partnernariato economico con l'Unione Europea che consentirà gradualmente di estendere il periodo senza tassazione durante i prossimi dieci anni.

"L'accordo non è ancora entrato in vigore", spiega Justin Chadwick, CEO della Citrus Grower's Association. "Stiamo ancora aspettando che venga fissata una data. Una volta in vigore, la tassazione sarà ridotta fino a fine novembre. Inizialmente ci sarà un decremento dell'1,8% l'anno, che scenderà pian piano fino a scomparire del tutto. Se l'accordo sarà firmato prima del 16 ottobre, le tariffe saranno ridotte dell'1,8% fino alla fine di novembre 2016, altrimenti si partirà l'anno prossimo".

Un mese e mezzo in più senza tassazione porterà a un incremento delle arance sudafricane disponibili sul mercato UE. Nel 2015, i volumi da questo paese, il maggior esportatore di agrumi dopo la Spagna, raggiunsero le 427.987 tonnellate.

L'accordo entrerà in vigore già a partire dal 2016, fatto che preoccupa non poco i produttori spagnoli, che temono la competizione con la varietà precoce Navelina, il cui raccolto inizia tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre.

L'accordo prevede anche una riduzione progressiva della tassazione fino all'abolizione totale nel 2025. "E' vero che la riduzione sarà lenta, ma renderà i nostri agrumi progressivamente più competitivi in Europa. L'anno scorso gli esportatori hanno spedito quantitativi leggermente più alti, giusto prima della scadenza delle agevolazioni tariffarie. L'accordo permetterà invece di distribuire meglio le spedizioni".

Brexit: non tutto viene per nuocere
Secondo Justin, la Brexit potrebbe presentare un vantaggio per le esportazioni sudafricane, ma dipenderà tutto dalle norme che il paese andrà a implementare. "Ovviamente speriamo in un cambiamento: dato che il Regno Unito non produce agrumi, tutta la problematica collegata al Citrus Black Spot (CBS) non dovrebbe più costituire un ostacolo alle nostre spedizioni".

D'altra parte, però, il Regno Unito potrebbe anche semplicemente adottare il regolamento unico già in vigore nell'Unione Europea. "Noi comunque speriamo di poter rinegoziare le tariffe, proprio perché il paese non ha necessità di salvaguardare i produttori locali".

Citrus Black Spot: nessun rilevamento finora
Per la prima volta in 8 anni non sono stati rilevati casi di CBS nelle spedizioni di agrumi dal Sudafrica. Secondo Justin "al momento non c'è pericolo, in quanto la varietà maggiormente a rischio è la Valencia e siamo appena a metà stagione".

Il meteo nella parte settentrionale del paese è stato molto caldo e secco, tanto che non c'erano spore durante il periodo di inoculazione. Tuttavia, nella provincia del Capo Orientale (dove si produce il 30% degli agrumi sudafricani), la pioggia caduta avrebbe potuto favorire lo sviluppo del CBS. Il fatto che non si sia presentato è stato dovuto alla combinazione del clima favorevole e delle buone pratiche adottate dal Dipartimento di Agricoltura.

Data di pubblicazione: 01/09/2016



 


 

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