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Pomi' e' la coltura del benessere: l'intervento di Costantino Vaia ad un convegno Legambiente a Milano

Costantino Vaia (nella foto sotto), managing director del Consorzio Casalasco del Pomodoro, è stato uno dei relatori al convegno "L'impronta ambientale dei prodotti", organizzato da Legambiente ieri, 8 ottobre 2012, a Milano.



Coltura del Benessere è la filosofia Pomì che pone attenzione globale a tutti gli aspetti della produzione e all’impatto che le scelte alimentari hanno sulle economie globali oltre che sul clima. Pomì s’impegna quotidianamente nel condurre la propria attività all’insegna di una green economy che sappia coniugare la qualità tradizionale del marchio e la nuova sensibilità del consumatore, sempre più attento al proprio benessere e del contesto sociale e ambientale in cui vive.

Da qui, lo scorso ottobre, è nata l’adesione volontaria dell’azienda al progetto "etichetta PER IL CLIMA", ideato da Legambiente insieme ad Ambiente Italia. Pomì è stato, infatti, il primo marchio del settore alimentare a ottenere l’etichetta PER il CLIMA attraverso la quale ha comunicato la quantità di anidride carbonica (CO2) emessa durante il ciclo di vita di alcuni prodotti (vedi notizia su FreshPlaza del 02/05/2012).

Durante la Sessione del convegno dedicata a "Le prime esperienze italiane nella realizzazione e nell’utilizzo competitivo delle impronte ambientali" (vedi foto sotto), Costantino Vaia ha spiegato: "Aver aderito all’iniziativa nel 2011, e aver proseguito oggi nella stessa direzione, è per noi una conferma della qualità del progetto, una piena e consapevole assunzione di responsabilità nei confronti del consumatore e dell'ambiente, che s’inserisce all’interno di un progetto più ampio per il quale ci definiamo promotori di una Coltura del Benessere per il territorio e le persone, intese sia come fruitori che come risorse per il lavoro".

"Abbiamo la gestione completa di tutta la filiera e dichiarare l’impatto che ogni singola fase del nostro lavoro ha sull’ambiente ci ha permesso di monitorarle in modo continuativo migliorando quelle più critiche per un ottimo risultato complessivo. Abbiamo ridistribuito gli investimenti, sia economici che in termini di risorse umane, per agire direttamente sulle attività che incidevano in modo sostanziale. Nostro obiettivo primario: combinare l’alta qualità, assicurando al consumatore un prodotto 100% italiano, certificato in tutte le fasi della filiera, con una sostenibilità reale e percepibile a tutti".



L’azienda investe da sempre in un sistema di coltivazione, produzione e confezionamento che ha come obiettivi il risparmio idrico e l’assoluta salubrità del cibo, garantendo elevati livelli di qualità e sicurezza, sia per la forza lavoro che per l'ambiente. Pomì, infatti, ottimizza i sistemi d'irrigazione sperimentando e applicando nuove tecniche che possono risparmiare fino al 26% d'acqua ogni anno rispetto alle tecniche tradizionali.

Tale scelta è in linea con l’applicazione rigida dei disciplinari per un’agricoltura integrata nel rispetto della biodiversità, con l'oculata gestione dei rifiuti e l’elevata ottimizzazione della logistica per il trasporto, sia del pomodoro fresco verso gli stabilimenti di confezionamento che da essi, col prodotto finito, verso la grande distribuzione.


Costantino Vaia, managing director del Consorzio Casalasco del Pomodoro, insieme al ministro dell'Ambiente Corrado Clini, entrambi presenti al convegno di Legambiente "L'impronta ambientale dei prodotti".

Da evidenziare, inoltre, l’attenzione per le confezioni: la versione brick dei prodotti Pomì di tutti i formati disponibili è certificata con il marchio FSC (Forest stewardship council) che identifica la carta proveniente da foreste gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Di più recente ideazione è Pomì Trace (vedi notizia FreshPlaza del 10/05/2012), il sistema tecnologico e informatico creato dall’azienda a favore del consumatore che rende possibile la tracciabilità dei prodotti a marchio Pomì. Grazie al lotto e all’ora di produzione presente su ogni singola confezione, il consumatore, collegandosi al sito web, può risalire lungo tutta la catena produttiva fino ad arrivare all’azienda agricola che ha coltivato i pomodori, verificandone l’effettivo luogo di produzione e quindi la distanza tra il campo e il sito di trasformazione.

Gli interventi adottati dall’azienda per ridurre notevolmente l’impatto ambientale hanno una loro efficacia individuale, ma incidono in modo importante soprattutto perché combinati insieme in un sistema integrato la cui finalità è di raccogliere sotto un solo denominatore – il benessere – le persone, il territorio e l’ambiente.

Per maggiori informazioni:
Pomì – Consorzio Casalasco del Pomodoro
Web: www.pomionline.it
Web: www.ccdp.it

Data di pubblicazione: 09/10/2012
Autore: Raffaella Quadretti
Copyright: www.freshplaza.it

 

 
 
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