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I pareri Copagri e Confagricoltura

Mutagenesi e Ogm: la Corte di Giustizia UE delude le aspettative

"Esprimiamo profondo rammarico per l'odierna sentenza con la quale la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che gli organismi ottenuti mediante mutagenesi costituiscono Ogm, poiché modificano il materiale genetico secondo modalità che non si realizzano naturalmente, e in quanto tali sono soggetti agli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria in materia". Così la Copagri dopo il pronunciamento dell'istituzione cui è affidata la tutela giurisdizionale dell'Unione Europea.

"Speravamo in una sentenza del tenore opposto, dal momento che la tecnica della selezione vegetale della mutagenesi, al contrario di altre quali la transgenesi, è un procedimento che consente di modificare il genoma di una determinata specie senza ricorrere a corredi genetici estranei", afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina, per il quale si tratta di una "occasione persa per l'agricoltura".

"Continuare a parlare di Ogm, invece, significa concentrare l'attenzione su una tecnologia sempre più datata, sottovalutando le nuove frontiere della ricerca, fondamentali per un'agricoltura più sostenibile dal punto di vista ambientale e della sicurezza alimentare", rimarca il presidente.

"I nuovi metodi di innovazione vegetale, infatti, forniscono un importante contributo per soddisfare le richieste dei consumatori, per ridurre gli sprechi alimentari e per garantire una produzione alimentare sostenibile, oltre a permettere di sviluppare varietà più resistenti ai cambiamenti climatici e in grado di adattarsi meglio alle esigenze degli agricoltori", continua Verrascina, ribadendo la necessità di "lavorare per concretizzare un rapporto stretto e continuativo tra il mondo della ricerca e quello della produzione agricola".

Il commento di Confagricoltura
"Siamo profondamente sorpresi per l'odierna sentenza della Corte di Giustizia dell'UE che, ribaltando il parere depositato a gennaio dall'avvocatura generale, ha stabilito come in linea di principio gli organismi ottenuti mediante nuove tecniche di mutagenesi siano Ogm. E, in quanto tali, soggetti agli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria in materia". Questo il commento di Confagricoltura sul pronunciamento della Corte di Giustizia europea sulla mutagenesi.

"Si tratta di una tecnica innovativa in continua evoluzione – rimarca l'Organizzazione degli imprenditori agricoli - dalla cui applicazione, utilizzata anche dai ricercatori italiani, possono derivare risultati positivi per la salvaguardia delle nostre produzioni".

Queste nuove biotecnologie, a parere di Confagricoltura, possono, infatti, contribuire alla riduzione degli sprechi alimentari, a garantire una produzione alimentare sostenibile, a tutelare le nostre produzioni tipiche, oggi minacciate da malattie di difficile controllo, in continua evoluzione, e dai cambiamenti climatici.

"La sentenza della Corte – prosegue L'Organizzazione - tracciando di fatto una distinzione netta tra tecniche tradizionali e innovative che penalizza queste ultime, non considera come Ogm gli organismi ottenuti da mutagenesi attraverso tecniche utilizzate convenzionalmente e con una lunga tradizione di sicurezza. Viene affidata però agli Stati Membri la facoltà di includerli ugualmente tra gli Ogm; aprendo così la strada verso possibili disparità tra Paesi membri".

"E' una sentenza che richiede una riflessione politica attenta, che magari – auspica concludendo Confagricoltura – porti ad un ripensamento complessivo della direttiva n. 2001/18 del Parlamento europeo e del Consiglio".

Data di pubblicazione: 26/07/2018



 


 

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