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Tool decentralizzati diventano sentinelle di un laboratorio accreditato

Come gestire tempestivamente le emergenze fitosanitarie

Il dilagare di fitopatie nelle coltivazioni orticole, specie in serra, è un fenomeno inarrestabile e suscettibile a sempre nuove emergenze: la tempistica della diagnosi può fare la differenza per salvaguardare investimenti e raccolti.

Saluti istituzionali di Giuseppe Cassì, sindaco di Ragusa.

Da qui l'idea dell'adozione di un sistema integrato che segua e connetta una serie di mini laboratori periferici, tra aziende e vivai, e un laboratorio centrale accreditato che consenta di dare responsi rapidi e in grado di ridurre le perdite di produzione legate agli attacchi patogeni.

Saluti di Gianluca Piccione per l'Ordine degli Agronomi di Ragusa

E' quanto realizza il progetto denominato "Network di mini laboratori per la gestione fitosanitaria delle ortive", identificato con l'acronimo NET-MINI-LAB. Si tratta di una realtà consolidata che, nel corso di un apposito convegno divulgativo, è stato presentato a Ragusa nei giorni scorsi.

Giovanni Planeta, amministratore di Centro SEIA.

Il convegno ha fornito l'occasione al docente universitario Walter Davino (Università degli Studi di Palermo - SAAF) di dare ufficialmente notizia della presenza in Sicilia di un nuovo virus: il Tomato Fruit Blotch Virus (Blunervirus solani).

Alessandro Guarino (ProSeA), moderatore del convegno

Una fitopatia subdola e insidiosa, proprio come il già tristemente noto ToBRFV, che tra l'altro facilmente si confonde con la nuova fitopatia, dando luogo a diagnosi errate. Il ToFBV era stato visto la prima volta a Latina nel 2018, per sparire quasi subito nel nulla. "Il Blunervirus - ha specificato Davino - è presente in Sicilia da almeno un anno, più o meno da gennaio 2023".

Sopra, il prof. Walter Davino ha relazionato su "Diagnosi decentralizzata come strumento di contenimento delle malattie".

Tornando all'innovazione presentata durante il convegno, questa si articola in due approcci: il primo riguarda l'analisi delle sementi ex-ante attraverso l'approccio metagenomico; consente, cioè, di conoscere con esattezza quali patogeni possono essere veicolati attraverso i semi di pomodoro nel territorio regionale e nazionale.

Rete di diagnosi, tra laboratori periferici e quello centrale accreditato

Il secondo approccio si basa invece sull'analisi dei principali fattori di rischio fitopatologico nel territorio siciliano: saranno oggetto di studio attraverso l'analisi (mediante kit diagnostici rapidi) i seguenti patogeni: Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV), Tomato Leaf Curl New Delhi Virus (ToLCNDV), Tomato Leaf Curl Disease (TYLCD), Tomato Spotted Wilt Virus (TSWV), Pepino Mosaic Virus (PepMV), Clavibacter Michiganensis subsp. Michiganensis Xantomonas vescicatoria. A questo elenco, ovviamente si aggiunge il nuovo virus, precedentemente accennato.

Il prof. Sefano Panno ha divulgato "I risultati del Progetto Net-Mini-Lab"

Nel corso dell'incontro formativo, inoltre, sono stati forniti gli obiettivi del progetto. Primi tra tutti vi sono la prevenzione e il controllo delle malattie delle piante. Grazie al flusso di informazioni all'interno della filiera, potrebbero essere raggiunti risultati importanti, delineando il progetto come un modello da esportare in altre realtà nazionali europei ed extra europee.

Appare ovvio come l'integrazione delle conoscenze nell'ambito della patologia vegetale (con particolare riferimento a virus e batteri che interessano le solanacee) possa portare a pratiche di gestione integrata e precoce delle problematiche, congiuntamente all'approccio informatico.

Giuseppe Scuderi di AgroBiotech ha parlato di "Next generation Sequencing" in seno al progetto

Da quanto è stato divulgato, appare oltremodo necessario dotare le filiere e gli operatori di strumenti in grado di garantire la riduzione delle avversità biotiche e abiotiche. Per concludere, possiamo dire che non sfugge la necessita di migliorare la qualità delle produzioni agricole, in un contesto generale di sostenibilità ambientale. La sfida per il futuro resta il minor impatto sulla natura, a salvaguardia della salute pubblica.

Andrea Caruso, è intervenuto su "Il laboratorio fitopatologico del Centro SEIA: l'importanza della diagnosi precoce per il controllo fitosanitario in vivaio"

Partner del progetto sono: Centro Seia, Ecofaber, Italplant, Abiomed OP, AgroBiotech, Tecnoplant, Pro.Sea, Tecnovivai e CoRiSSIA, con il patrocinio dell' Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Ragusa.