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Luciano Trentini: "Il Pachino e' il pomodoro piu' segmentato; meglio solo l'Olanda"

IGP Day del pomodoro di Pachino: che cosa serve oggi all'Italia ortofrutticola

Per molti Italiani, il termine 'Pachino' non individua una località geografica, cioè quella dell'omonimo Comune; tutti infatti individuano con questo nome il celebre pomodorino siciliano, che ha saputo scrivere una pagina importantissima dell'orticultura nazionale e internazionale.

Nato nel 2002, il marchio IGP-Indicazione Geografica Protetta 'Pomodoro di Pachino' ha ottenuto un grande successo, grazie alla qualità eccezionale di questo prodotto, alla sua promozione e a un lavoro incessante da parte degli operatori del settore, che prosegue ancora oggi.

Il Consorzio ha raccolto frutti preziosi per il comparto, in questi anni, e oggi ha messo a segno la modifica del disciplinare di produzione per ampliare il marchio a nuovi segmenti.

Da qui prende ha preso le mosse l'IGP Day: un evento patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, tenutosi giovedì scorso (cfr. FreshPlaza del 16/12/2016), che ha celebrato l'avvenuta autorizzazione da parte della UE all'inserimento altre tipologie di pomodoro all'interno del marchio: i tipi Plum e Miniplum, che si aggiungono al Tondo liscio (rosso e verde), al Costoluto e al Ciliegino. Un successo in piena regola, al quale mancano solo alcuni adempimenti per la ratifica definitiva del nuovo disciplinare.


 
L'evento ha ospitato anche un interessante convegno dal titolo 'Le prospettive del pomodoro di Pachino Igp in un mercato sempre più complesso', durante il quale si sono alternati illustri relatori.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Portopalo di Capo Passero, Giuseppe Mirarchi, e del presidente del Consiglio comunale, Salvatore Borgh, è stato Sebastiano Fortunato, presidente del Consorzio di Tutela, a introdurre i lavori, tracciando il consuntivo dell'attività del sodalizio.



"Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti, che sono la summa dei nostri sacrifici - ha detto Fortunato - Il 2016 è stato un anno particolarmente intenso sotto il profilo della difesa, del nostro Igp, dagli innumerevoli tentativi di contraffazione. Abbiamo dovuto elevare i controlli per garantire la qualità del prodotto e l'aggiunta di nuove varietà di pomodoro a marchio ci permetterà di mantenere, anzi di ampliare, le corsie preferenziali conquistate negli anni passati nei rapporti con la Gdo-Grande distribuzione organizzata".


Il tavolo dei relatori.

In tempi in cui le tendenze di mercato esigono tecniche di coltura sempre più innovative, come il fuori suolo su diversi tipi di substrato (fibra di cocco, etc..), il Pachino, al contrario, continua a essere universalmente apprezzato grazie alle peculiarità del terreno in cui rigorosamente viene coltivato. Tra queste, vi è la salinità del suolo dovuta alla vicinanza al mare che, baciato dal sole più di ogni altro luogo d'Italia, crea un ambiente incontaminato e unico nel suo genere.


La sala

Significativo è stato il contributo di Luciano Trentini, Consulente esperto di mercati ortofrutticoli e vicepresidente del gruppo di Dialogo civile per la promozione dei prodotti agricoli della Commissione Europea, il quale ha parlato del pomodoro da mensa in Italia e dei punti di forza e criticità del pomodoro Igp di Pachino.


Luciano Trentini

Partendo dalle immagini di due realtà molto diverse tra loro, Birmania e Olanda, Trentini spiega la vicinanza fra contesti produttivi geograficamente lontani, ma che si sono avvicinati per effetto della globalizzazione e grazie a una moderna logistica. Questi nuovi scenari pongono anche i Paesi lontani in concorrenza tra loro.


Due esempi di coltura in fuori suolo: in Birmania (lago) si raccoglie in barca, in Olanda si raccoglie in serra.

"Nell'Unione Europea a 28, l'Italia non è certamente al primo posto nella produzione di pomodoro da mensa - ha detto Trentini - Inoltre la produzione europea, nell'ultimo decennio, è in flessione. La Sicilia tuttavia produce da sola il 42% del totale nazionale, il che è un dato molto importante se si considera che generalmente chi detiene la maggior quota di un bene dovrebbe poterne fissare anche il prezzo. Questo però non è sufficiente, poiché la mancanza di una reale concentrazione dell'offerta non permette di essere rappresentativi neanche sul mercato nazionale. Le difficoltà di mercato in questi ultimi anni sono state accentuate dall'embargo russo che ha fatto riversare sul mercato europeo una elevatissima quantità di prodotto".

Nello scenario globale, l'esempio della Russia - colpita dall'embargo dell'UE per i retroscena geopolitici che la vedono coinvolta - sta dimostrando come reagire sia possibile. La Russia, infatti, sta puntando ad aumentare le proprie produzioni verso l'autosufficienza per i fabbisogni interni di pomodoro (l'ortaggio fra i più consumati, insieme al cetriolo), anche grazie al know-how europeo, compreso quello italiano, nella costruzione delle serre.

Altro fenomeno degno di nota è l'export olandese, in crescita (950 milioni di kg previsti per il 2016, anche grazie a un aumento delle superfici coltivate); secondo per volumi export in Europa dopo la Spagna e primo esportatore in Italia con un valore di oltre 60 milioni di euro, prima della Spagna con 39 su un totale di 141.



Mentre i tanto temuti Stati del Maghreb, che creano numerosi problemi ai produttori di Francia e Spagna, hanno un peso molto relativo rispetto al mercato italiano se si paragonano le loro esportazioni al flusso totale di merci che viene commercializzato nel vecchio Continente. Queste importazioni, però, non fanno altro che ingolfare un mercato che in questo momento è incapace di cercare nuovi sbocchi.

Per quanto riguarda l'export il nostro primo mercato di sbocco è rappresentato dalla Germania (55 milioni di euro di fatturato), seguito da quello austriaco con 32 e dal Regno Unito con 20.

Trentini ha sottolineato: "Bisogna creare strutture commerciali forti poiché in questo contesto il rischio di perdere ulteriori posizioni è serio. In Germania, importantissima per noi, iniziano ad arrivare pomodori anche da Polonia e, grandemente, dalla Turchia. Quest'ultima, al momento, vede bloccate le proprie esportazioni verso la Russia e ha costi di produzione molto competitivi".

"Allora è la diversificazione e la qualità di un prodotto che fa la differenza - ha proseguito Trentini - L'Igp Pachino è l'unico marchio che oggi raccoglie tutte le tipologie di pomodoro. Migliori di noi sono solo gli olandesi, che hanno segmentato 15 tipologie diverse di pomodoro, riuscendo a penetrare in un mercato sempre più alla ricerca di novità, come colorazione e forma del prodotto".

Cosa serve oggi all'Italia ortofrutticola?
Riportiamo un ultimo punto della relazione di Trentini che riteniamo essenziale perché, in qualche modo, assume le connotazioni di una ricetta socioeconomica e culturale: ossia la sintesi dei bisogni a cui l'Italia deve assolvere per diventare più competitiva. L'esperto, in una slide, li ha elencati in alcuni punti che iniziano tutti con la parola SERVE scritta maiuscola, proprio per indicarne l'urgenza:
  1. SERVE una STRATEGIA DI GRUPPO. Troppe imprese operano sui mercati e presso la GDO in maniera individuale;
  2. SERVE una STRATEGIA COMMERCIALE capace di costituire marche forti;
  3. SERVE una segmentazione produttiva, capace di GARANTIRE STANDARD QUALITATIVI ELEVATI e disponibili per lunghi periodi;
  4. SERVE una POLITICA D'INNOVAZIONE, capace di mettere a disposizione dei produttori materiali geneticamente buoni che siano in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori sotto il profilo della qualità;
  5. SERVE una progettualità di RICERCA, capace di studiare a fondo problematiche che stanno minando la nostra produzione orticola, come ad es. la Tuta absoluta, il TYLC ed i nuovi virus che stanno creando problemi anche in altri paesi (ToLCNDV), anche su altre specie orticole.
  6. SERVE una POLITICA PROMOZIONALE più incisiva;
  7. SERVE avere piante sane prodotte da seme controllato, in grado di resistere più facilmente ai patogeni.
"Non facciamoci attrarre da materiali vegetali di cui non conosciamo la provenienza - ha concluso Trentini - le fitopatie sono sempre in agguato e anche se a volte i sintomi non sono molto evidenti, minano la produttività e la qualità del nostro Pomodoro".  



La globalizzazione come opportunità
Interessantissimo anche l'intervento di Leo Bertozzi, Segretario generale dell'Aicig-Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche.

"Anche i Consorzi hanno bisogno di stare insieme per essere forti sui mercati - ha esordito il Segretario  L'Aicig riunisce 60 Consorzi di tutela riconosciuti, che rappresentano oltre il 90% del valore economico complessivo espresso dalle Dop/Igp italiane e racchiude circa 1/3 del valore economico totale della produzione europea, attribuita alle Indicazioni Geografiche agroalimentari".


Leo Bertozzi

"La realtà globalizzata è una grande opportunità - ha spiegato Bertozzi - ma comporta anche delle necessità, tra queste vi quella di aggregarsi per avere la forza di fornire sul mercato, sempre più vasto, prodotti che siano competitivi non solo in termini di prezzo, ma di caratteristiche qualitative, proprio quelle che il mondo ci invidia. I prodotti Igp e Dop sono quelli che garantiscono il consumatore sulla loro vera origine e l'impegno di tutti i produttori deve essere quello di stare uniti, al fine di affermare il rispetto delle caratteristiche qualitative, in modo tale da mantenere il differenziale di mercato in grado di permettere l'ottenimento di prezzi soddisfacenti. L'aggregazione riguarda tutti, non solo i piccoli Consorzi, ma anche i grandi; ed è per questo che esiste l'Aicig".



A seguire, l'intervento di Salvatore Francavilla, Direttore Tecnico della Mediter Business Consulting Srl, il quale ha curato la modifica del disciplinare di produzione dell'Igp di Pachino.


Salvatore Francavilla

L'Agronomo, nella sua sintetica relazione, ha scandito con grande competenza i momenti salienti dell'iter autorizzativo, specificando come il Consorzio sia ormai in attesa della mera registrazione del nuovo disciplinare da parte della UE (ULTIMO AGGIORNAMENTO: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è avvenuta in data 20 dicembre 2016 - Clicca qui per scaricare il documento ufficiale).



Infine è stata la volta di Sebastiano Fortunato e di Salvatore Chiaramida, rispettivamente Presidente e Direttore del Consorzio di Tutela Igp di Pachino.



Chiaramida, tirando le somme dei lavori, si è detto molto soddisfatto per la qualificante presenza dei relatori e dei produttori "che sono il cuore della filiera: coloro sui quali si basa l'intera produzione del pomodoro di Pachino Igp".



Contatti:
Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino
Via Nuova, Marzamemi
96018 Pachino (SR)
Tel.: +39 0931 595106
Fax: +39 0931 595106
Email: segreteria@igppachino.it
Web: www.igppachino.it

Autore: Gaetano Piccione

Data di pubblicazione: 19/12/2016



 


 

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