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Europa: i danni derivanti dall'embargo russo, suddivisi per prodotto ortofrutticolo

Non sembra esserci ancora soluzione all'escalation delle tensioni tra Russia e Occidente. Nel frattempo, sebbene non esistano ancora dati univoci circa l'effettivo impatto delle sanzioni a danno delle esportazioni agroalimentari europee, qualcosa di più si può dire per quanto riguarda il settore ortofrutticolo.

I dati Freshfel hanno fornito una visione più approfondita delle esportazioni di frutta e verdura provenienti dall'UE e dirette in Russia. Questi dati mostrano quali prodotti sono stati esportati in Russia da ogni nazione, in che volumi e per quale valore. Attualmente, la maggior parte delle nazioni fornitrici è in Europa Orientale, con la Polonia in testa.



Ben 15 dei 16 prodotti più esportati in Russia sono infatti polacchi. Le mele sono chiaramente in testa, con oltre 705.000 tonnellate. Al secondo posto troviamo cavoli, con 70.000 tonnellate. Per la maggior parte dei prodotti polacchi più esportati, i volumi sono aumentati rispetto al 2012; solo per pere e funghi, i quantitativi esportati sono diminuiti.

L'Ungheria si aggiudica il dodicesimo posto con l'export di amarene. Nel 2013, la nazione ha esportato 4.200 tonnellate di ciliegie; un anno prima, le spedizioni furono di 4.850 ton.

In dollari, l'Europa dell'Est mostra una situazione simile. Oltre al decimo posto occupato dall'Ungheria, i primi 17 sono occupati da prodotti polacchi. Le entrate maggiori sono state determinate dalle esportazioni polacche di mele, con oltre 389 milioni di dollari, seguite da funghi (62 milioni di dollari), pomodori (52 milioni di dollari) e pere (38 milioni di dollari). Le esportazioni ungheresi di amarene hanno totalizzato 5,8 milioni di dollari.



Oltre alla Polonia, gli altri paesi più colpiti risultano essere Spagna, Belgio e Paesi Bassi. Al secondo posto dopo le mele polacche ci sono pesche e nettarine spagnole. La terza posizione è occupata dalle pere belghe, mentre i pomodori olandesi sono quarti. Questi paesi dovranno ora trovare altre destinazioni per i loro prodotti.



Se focalizziamo l'attenzione solo sui paesi dell'Europa meridionale, troviamo come Spagna, Grecia e Italia siano quelli che hanno esportato i volumi maggiori verso la Russia: al primo posto la Spagna con le sue spedizioni di pesche e nettarine (111.821 tonnellate), pomodori (70.331 ton) e clementine (47,669 ton); segue la Grecia con pesche e kiwi (circa 43.000 e 37.000 tonnellate rispettivamente) e poi le uve da tavola italiane, con un volume di 27.944 ton.



Parlando in termini di valori, emerge una situazione diversa. I paesi con le maggiori esportazioni sono Polonia, come detto sopra, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Grecia e Italia. Nel 2013, subito dopo le mele polacche figurano pesche e nettarine spagnole, vicine ai 165 milioni di dollari di fatturato. I coltivatori di pomodori spagnoli occupano il terzo posto con un valore di quasi 110 milioni, seguiti dalle pere belghe, che ammontano a 108 milioni di dollari. Per quanto riguarda l'Italia, sono in gioco oltre 50 milioni di dollari di fatturato realizzato dalle sole esportazioni di uva da tavola.


Concludiamo con i dati relativi a valori delle esportazioni ortofrutticole dai paesi dell'Europa meridionale, che si possono leggere nella tabella qui sotto:



Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

Data di pubblicazione: 08/09/2014



 


 

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