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Firmato a Macfrut 2010 un documento unitario tra le Regioni ortofrutticole europee

Si è svolto in data 6 ottobre 2010, in occasione di Macfrut 2010, il primo Forum delle Regioni europee, promosso dalla Regione Emilia-Romagna con la finalità di chiedere nuove regole e nuove politiche per il rilancio del settore ortofrutticolo.


I saluti di Domenico Scarpellini (Presidente Cesena Fiera) ai partecipanti al primo Forum delle Regioni europee. (Foto: FreshPlaza).

Alla vigilia delle importanti decisioni che dovranno essere assunte in sede europea (il prossimo 17 novembre 2010 la Commissione agricoltura presenterà la prima indicazione di riforma della PAC -Politica agricola comune), le Regioni ortofrutticole europee si sono riunite per presentare le loro proposte per il rilancio del settore.

Tra gli aspetti salienti: più reciprocità nei rapporti commerciali tra produttori europei ed extraeuropei, per eliminare lo svantaggio competitivo che attualmente penalizza i primi; una politica agricola comune europea che riconosca il ruolo e l’importanza del settore ortofrutticolo, garantendogli risorse adeguate innanzi tutto per promuovere l’innovazione; interventi per contrastare l’estrema volatilità dei prezzi e tutelare il reddito dei produttori, a partire da un diverso rapporto con la grande distribuzione organizzata.


I rappresentanti delle Regioni ortofrutticole europee. In primo piano, di spalle, anche il presidente COGECA Paolo Bruni e, terzo da sinistra, il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, che hanno a loro volta salutato l'assemblea. (Foto: FreshPlaza).

"Abbiamo bisogno di nuove regole e nuove politiche per l’ortofrutta europea – ha sottolineato l’assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni - oggi alle prese con un peggioramento della bilancia commerciale e con un diffuso calo dei consumi, che in Italia è stato nel 2009 pari a 10 chilogrammi a testa. Abbiamo bisogno di fare più forza a un settore di grande importanza per l’economia europea, ma oggi troppo fragile, nell’interesse dei produttori troppo spesso costretti a produrre sottocosto e nell’interesse dei consumatori, che non devono rinunciare alle importanti proprietà salutistiche di frutta e verdura".


L'Assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, promotore dell'iniziativa. (Foto: FreshPlaza).

Al Forum hanno partecipato diverse Regioni europee, tra cui Linguadoca, Aquitania, Catalonia, Andalusia, Murcia, Ungheria, che hanno sottoscritto un documento comune che verrà posto all’attenzione dei singoli Governi nazionali e della stessa Unione europea. "Lo scorso anno lanciai proprio qui dal Macfrut l’idea di questo Forum”, ha aggiunto Rabboni. "Sono molto soddisfatto per le adesioni ottenute e per la partecipazione. Nell’economia globale non è più possibile andare in ordine sparso. Oggi qui a Cesena le Regioni ortofrutticole europee si sono riunite per far sentire una voce sola".

Da parte sua, intervenendo nell'occasione, Paolo Bruni, presidente del COGECA ha ricordato la scadenza del 2013 per l’avvio della nuova PAC, che deve essere più flessibile nel far fronte alle crisi di mercato e deve ripartire dal ruolo centrale ed insostituibile delle Organizzazioni dei Produttori, anche a livello transnazionale.


Il presidente del COGECA Paolo Bruni. (Foto: FreshPlaza).

Cosa chiedono le Regioni Europee
Attualmente i produttori di frutta e verdura europei sono sottoposti a rigorosi standard di qualità e sanitari che hanno un costo e che li rende meno competitivi. Per questo il documento approvato a Cesena chiede alla Commissione europea di impegnarsi per una maggiore reciprocità commerciale, ma chiede anche che la nuova PAC abbia un posto per l’ortofrutta e garantisca al settore risorse almeno uguali a quella dell’attuale programmazione. Potrà così essere finanziata quell’innovazione che oggi appare più che mai necessaria: per contrastare i cambiamenti climatici, per sviluppare tecniche colturali a basso impatto ambientale, per garantire più qualità ai prodotti e in linea con i mutati stili di vita e di consumo.



Nel documento firmato, le Regioni ortofrutticole europee chiedono anche interventi per stabilizzare i prezzi all’origine. Questo significa da un lato favorire le aggregazioni dei produttori e la loro capacità di governare l’offerta sui mercati interni ed esterni, ma significa anche porre su nuove basi il rapporto con la grande distribuzione organizzata. In particolare i produttori chiedono trasparenza dei prezzi, rispetto dei termini di pagamento e stop alle vendite sottocosto.

E sempre per sostenere il reddito degli agricoltori il documento prevede strumenti assicurativi non solo sul valore delle produzioni danneggiate dal maltempo, ma anche a garanzia di un reddito minimo dei produttori.



I dieci punti del documento:
  1. Sostenere l’importanza di una politica specifica per il settore e della PAC
  2. Elaborare una politica centrata sull’aggregazione e organizzazione della produzione rilanciando il ruolo delle OP ed AOP
  3. Porre l’innovazione al centro delle azioni
  4. Sostenere e migliorare la progettualità del settore attraverso i programmi operativi
  5. Rendere trasparenti i rapporti commerciali con GDO e trasformazione industriale
  6. Coordinare gli sforzi per promuovere i consumi e l’immagine del settore attraverso un network condiviso
  7. Prevenire le crisi e contrastare la volatilità dei prezzi: un osservatorio di mercato europeo
  8. Costruire elementi di difesa per le produzioni ortofrutticole europee più sensibili
  9. Favorire le esportazioni attraverso il riconoscimento di una maggiore reciprocità
  10. Stimolare il ricambio generazionale e la formazione, indispensabili per il rilancio del settore
Data di pubblicazione: